“Erodiàs+Mater strangosciàs”, da Sandro Lombardi a Anna Della Rosa

Erodiàs+Mater strangosciàs, da Sandro Lombardi a Anna Della Rosa
Ph: Daniela Neri. Courtesy Piccolo Teatro - Teatro d'Europa
L’opera di Testori

I Tre Lai, opera di Giovanni Testori composta nella fase finale della propria vita, rappresenta il culmine della sua scrittura più intima e provocatoria. È composta da Cleopatràs, Mater strangosciàs ed Erodiàs, un trittico che Sandro Lombardi ha portato in scena dal 1996 al 1998 con la regia di Federico Tiezzi.

Queste opere segnano una fase introspettiva per Testori, costretto in un letto d’ospedale e consapevole della fine imminente. Il dolore delle tre eroine, espresso attraverso un linguaggio che mescola dialetto milanese, arcaismi, latinismi e neologismi, riflette la sofferenza personale dell’autore traslata sul piano rappresentativo.

Tre opere in una

Da Cleopatra a Maria, madre di Gesù, fino a Erodiade, Testori esplora il comune denominatore delle tre donne: il dolore per l’amore perduto. Questo tema è analizzato su più piani descrittivi: il racconto, il linguaggio e la fusione tra interprete e personaggio. Ne emergono tre opere che si distinguono per l’originalità linguistica e la sintesi efficace tra rito ed epica, adattandosi ai tempi moderni. I piani narrativi si intersecano, passando dal rito all’epica e giungendo alla modernizzazione attraverso il linguaggio oltre a ciò che Testori più ha a cuore: il corpo dell’interprete.

Il corpo di Anna Della Rosa prende il posto di quello di Sandro Lombardi: dono, traditio, consegna, come nelle tradizioni orientali.

Il dono, da attore ad attore

L’attrice è straordinaria nei ruoli di Erodiade e Maria, capace di rendere il complesso drammaturgico di Erodiàs e Mater strangosciàs in un ipnotico racconto di amore e morte. Il palco del Piccolo Teatro Grassi di via Rovello, un tempo luogo di tortura e dolore, è trasformato da pochi ma significativi elementi scenici in un’area di memoria.

Erodiàs

Erodiade /Anna Della Rosa, principessa ebrea, è scalza e in abito maschile, seduta su un trono rigido e inospitale. Dietro di lei, luci che simboleggiano una festa paesana e a terra la testa mozzata di Giovanni Battista, l’uomo che la rifiutò e della cui decapitazione lei è ritenuta storicamente la responsabile. Un monologo intenso, tragicomico e colorato da parole volgari, ritmato nelle fasi iniziali dal gioco di luce e buio, con repentini cambi di posizione del corpo dell’attrice, che incarna una regina alla quale è preferita la figlia Salomè. La storia che la protagonista racconta è la propria vendetta, la giustificazione di essa, la sintesi fra amore e morte.

Mater strangosciàs

Maria entra in scena quando Anna Della Rosa si spoglia della giacca maschile, si arrotola le maniche della camicia fino ai gomiti e prende il telo piegato e posto sulla sedia presente in scena. È quello che all’inizio della pièce l’attrice posiziona con cura, mentre fuori campo si sentono le parole di Sandro Lombardi: “Anna carissima, due parole adesso che stai per andare in scena, questo che ti consegno è quanto resta di un mio spettacolo…”.

La donna apre il telo, lo abbraccia e questo assume la forma di un corpo che Maria depone a terra. Le macchie di sangue che appaiono suggeriscono che si tratta di un sudario, quello del figlio morto in croce. Lei è Maria, madre di Gesù, ucciso per volontà di Dio e degli uomini: “Lo capissi mo’/ che t’hanno tutti/ un po’ fottuto?”. La vita è una fregatura, ricorda Maria nel colorito linguaggio testoriano, “la vita, sì, / l’è ‘na ciavada”, ma mai abbandonare la fiducia nel domani, nella resurrezione. La vita “sì,/ ciavada,/ ma resurrezionada”.

La piéce scorre per settanta minuti circa, sempre tesa, grazie a una regia vivace sostenuta da ritmi di recitazione e cambi luce perfettamente amalgamati.

Il testimone passa da Sandro Lombardi a Anna Della Rosa, un dono che l’attrice onora con il proprio talento, ampia versatilità espressiva e gestuale, grande capacità di gestione della voce.

Erodiàs + Mater strangosciàs

da Tre lai di Giovanni Testori
un progetto di Sandro Lombardi
per Anna Della Rosa
assistente alla regia Virginia Landi
assistente alla drammaturgia Alberto Marcello
disegno luci Vincenzo De Angelis
elettricista Umberto Camponeschi
sarta Maria Vittoria Pelizzoni
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Compagnia Lombardi-Tiezzi
progetto realizzato in collaborazione con Associazione Giovanni Testori

Piccolo Teatro Grassi – Teatro d’Europa fino al 25 maggio 2024