“La fine del mondo” è vicina

La fine del mondo è vicina
Foto di Eva Pettinicchio

Un testo di Fabrizio Sinisi (Barletta, 1987) diventa una produzione teatrale che il Centro Teatrale Bresciano insieme al Teatro Franco Parenti e Lab121 ha realizzato nel 2020. Due anni di pandemia hanno reso possibile la messa in scena solo ora, e al lavoro diretto dal giovane Claudio Autelli si deve riconoscere una certa visione del futuro. “La fine del mondo” ha debuttato al Teatro Franco Parenti in una calda serata di maggio, presagio di quanto la pièce racconta.

Quattro attori sul palco, due coppie di fratelli, una festa sull’imbarcazione di un ricco filantropo per celebrare degnamente la “caduta di Venezia”. Non si tratta di una guerra, nonostante la storia su un piano parallelo presenti confronti battaglieri, verbali, tra le due sorelle e i due fratelli. Il focus è un disastro ecologico. Venezia è prossima al collasso geologico, ad essere sommersa dalle acque. Surriscaldamento globale e surriscaldamento degli animi sono le cifre del racconto di Sinisi. Serrati dialoghi fra le sorelle Dora (Alice Spisa), attrice, e Atena (Anahi Traversi), moglie del filantropo; e fra Luca (Umberto Terruso), attore, e suo fratello Diego (Angelo Tronca), malato psichiatrico ricoverato in una struttura ospedaliera. 

La fine del mondo, un destino ineluttabile

Due visioni della vita messe a confronto: quella godereccia e del “cogli l’attimo” e l’altra meditativa e attenta al domani. Le azioni di oggi si ripercuotono sul futuro, ma le azioni dei predecessori sono state contrassegnate dallo sguardo corto. Non hanno lesinato azioni eticamente sconvenienti, quando non lesive, consegnando ai figli – non senza colpe – ambienti sfruttati, devastati, decadenti, invivibili.

La visione olistica, etica, è un argomento capitale. E la questione ecologica è affrontata senza ombre nel testo, messo bene in scena da Autelli con una giocosità che via via lascia il passo a tinte fosche e catastrofiche. 

Meno è meglio, ma si può fare di più. Autelli assume mette in pratica il questo principio mettendo in scena quattro bravi giovani attori, con l’ausilio di video di Chiara Caliò. Tutto questo, assieme alla  la colonna sonora originale di Gianluca Agostini, restituisce uno spaccato apocalittico del mondo che verrà.

La Fine del mondo, di Fabrizio Sinisi, regia Claudio Autelli, con Alice Spisa, Umberto Terruso, Anahi Traversi e Angelo Tronca, produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Franco Parenti e LAB121, con il sostegno di Funder35, Fondazione Cariplo e ZonaK. Teatro Franco Parenti, fino al 29 maggio 2022.

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CHIARA CONSERVA 57 Articoli
Dopo la laurea in economia, ha lavorato nel settore bancario. È stata poi coinvolta nella realizzazione del progetto FYINpaper (del cui team direttivo fa parte), mossa dalla passione per i libri, il teatro, il cinema, e la musica, discipline su cui scrive.