Top Gun – la recensione preventiva

Le domande che ci dovremmo porre.

Dichiaro apertamente la distanza intellettuale che mi separa da un film come questo. Al cospetto di una situazione internazionale che tende al riproporci un panorama da guerra fredda che si sta via via scaldando siamo certi che una glorificazione della potenza virilistica militare che già in passato fu il primo Top Gun sia necessaria?
Altra domanda che mi pongo di fronte a questa pellicola è se sentiamo davvero il bisogno di assistere di nuovo alle acrobazie inutilmente autoreferenziali che l’attore principale ci ha abituato a vedere? Cosa impareremo da questo film, che Tom Cruise non ha paura di nulla? Che ha ancora un fisico ed una dentatura da manichino? Che siamo solo dei normalissimi bipedi a confronto di un semidio? 

Una recensione di un film che farò il possibile per non vedere.

Va da se che cercherò attivamente di evitare di incrociare questo film. I motivi non sono solo perché è un format ritrito ma anche perché giunge fuori tempo massimo. Oggi, se abbiamo maturato un poco di senso critico, il rombare dei motori, lo sfrecciare dei velivoli e le sfide ad alta quota dovrebbero aver perso la propria adolescenziale attrazione. Oggi sappiamo, o meglio dovremmo sapere, specialmente dopo Full metal jaket, Platoon, Nato il 4 luglio (non citato a caso) che l’eroismo sta più nel rinunciare alle armi che non nello sfoggiarle.

L’industria del “magro” spettacolo

Sembra si siano riuniti alla casa di produzione per decidere quale potesse essere una buona risposta cinematografica a Fast and Furious 9 e le possibilità erano due. Il primo film possibile era “Fausto e Furio” la storia di due amici che si sfidano a fiondarsi giù dal monte Falterona con due bici senza freni e l’altra possibilità era Top Gun 2. Purtroppo hanno scelto quella meno originale.

 

Anche
Trailer

Altri articoli
Pedivella

FABIO FOLLA 110 Articoli
Illustratore, grafico, storyteller, sperimentatore del web, docente di Storia dell’Arte e Disegno, insegna inoltre alla Scuola di Arti applicate del Castello Sforzesco di Milano e tiene un corso di Computer Game all’Accademia di Brera. Ha esposto in varie collettive.