A new Iron Curtain? – Nella mente di Putin

A new Iron Curtain? – Nella mente di Putin
Europa, mappa geografico-politico-satirica,1871 ca. Di Manfredo Manfredi Editore, Bologna (publisher). - https://www.reddit.com/r/MapPorn/comments/bejuia/a_satirical_geopolitical_map_of_europe_published/, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=78311870

Most independent military experts believe that Putin has already lost the war, and no matter how the result will be. Actually, very little has been achieved by Putin compared to what he had already got since 2014.

A permanent military occupation is unthinkable

We must also consider the huge damages in humanity as well as in the economic and international image’s fields. He will not be able to have more, because he should deploy such a quantity of military device that he doesn’t own at all. Also, there would be a clash with an alliance of 47 countries that supply the army of Kiev in an ever more generous way. A permanent military occupation of the whole of Ukraine is therefore unthinkable in all respects.

Back to the times of the Berlin Wall?

Part of the deliberate sanctions against Moscow will be maintained and will weaken that country, which is extremely deficient from an industrial and financial point of view, over time.

The European Union has tightened its ties with the Atlantic Alliance, Germany has allocated 100 billion for its rearmament. By joining NATO, Finland and Sweden extend the Western borders of the Kremlin empire by thousands of kilometers.

Only one logic can justify Russian leadership’s choices: to spread the idea that his country’s social and economic backwardness is caused by the hostility of the whole world. Furthermore, Putin has set in motion a revival of the blockade policy similar to that of the times of the Berlin Wall.

Anyway, there is a fundamental difference: that the new Iron Curtain will run much further East than the previous one.

Rearmament by the West will force Moscow to pursue the growth of the opposing military apparatus without having the economic resources.

The redefinition of the borders

But there will be other cultural and psychological consequences. Part of the Russian people, who have trusted their government, will continue cultivating their hostility towards the West, and this underlies the Kremlin’s influence on the country’s public opinion. The redefinition of the invisible border that will characterize the post-war period is also clear in the words of important European leaders.

Warsaw and Ukraine’s entry into the EU

The President of the Polish Republic Andrzej Duda, speaking to the Ukrainian Parliament, in addition to ensuring the future support of his country, went so far as to state the hypothesis of considering a “good neighborhood agreement” between the two countries. This is also worth in consideration of a historical past of cultural and ethnic proximity. Regardless of Ukraine’s entry into the EU, Warsaw will undertake to exercise a kind of political protectorate over Kiev.


Nella mente di Putin

Occupazione militare russa, quasi tutti gli esperti militari indipendenti ritengono che Putin abbia già perduto la guerra comunque essa si concluda.

Un’occupazione militare russa permanente è impensabile

Ciò nel senso che ha ottenuto pochissimo rispetto a ciò che già aveva dal 2014 e a un prezzo ancora incalcolabile dal punto di vista dei costi umani, economici e di immagine internazionale della Russia.

Non potrà avere di più, perché dovrebbe dispiegare un dispositivo militare che è ben lontano dal possedere, e scontrarsi con una alleanza di 47 Paesi che riforniscono in maniera sempre più generosa l’esercito di Kiev.

Un’occupazione militare permanente dell’intera Ucraina è quindi impensabile sotto tutti gli aspetti.

Occupazione militare russa, ritorno ai tempi del Muro di Berlino?

Ma non si tratta solo di questo. Una parte delle sanzioni deliberate contro Mosca verranno mantenute e indeboliranno nel tempo il Paese, estremamente carente sotto il profilo industriale e finanziario.

L’Unione Europea ha stretto i propri legami con l’Alleanza Atlantica, la Germania ha stanziato 100 miliardi per il suo riarmo. La Finlandia e la Svezia entrando nella Nato prolungano di migliaia di chilometri i confini occidentali dell’impero del Cremlino.

Solo una logica può giustificare le scelte della leadership russa: attribuire all’ostilità del mondo intero l’arretratezza sociale ed economica del proprio Paese. Inoltre Putin ha messo in moto una riproposizione della politica dei blocchi analoga a quella dei tempi del muro di Berlino. Con la differenza fondamentale che la nuova cortina di ferro correrà molto più a Est della precedente.

Il riarmo dell’Occidente costringerà Mosca a inseguire la crescita dell’apparato militare avversario senza averne le risorse economiche.

Occupazione militare russa, la ridefizione dei confini

Ma ci sarà un’altra conseguenza di carattere culturale e psicologico.

Una parte del popolo russo, che ha dato fiducia al suo governo, continuerà ad alimentare quel sentimento di alterità e di ostilità con l’Occidente che sta alla base dell’influenza del Cremlino sulla pubblica opinione del Paese.

La ridefinizione del confine invisibile che caratterizzerà il dopoguerra appare chiara anche nelle parole di importanti leader europei.

L’ingresso di Varsavia e dell’Ucraina nelle UE

Il Presidente della repubblica polacca Andrzej Duda, parlando al Parlamento ucraino, oltre ad assicurare l’appoggio futuro del suo Paese, si è spinto a enunciare l’ipotesi di considerare un “accordo di buon vicinato” fra i due Paesi, in considerazione di un passato storico di vicinanza culturale ed etnica. Indipendentemente dall’entrata dell’Ucraina nella Ue, Varsavia si impegnerà a esercitare una specie di protettorato politico nei confronti di Kiev.

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GIOVANNI CARUSELLI 169 Articoli
Collaboratore di case editrici italiane (Einaudi, Rizzoli, Vallardi, Diakronia, etc.) per testi di storia e filosofia. Autore di saggi, "Il Pci da Gramsci a Occhetto", "Cento anni di storia lombarda" (con altri), "La memoria e le notizie" (con altri).