Andrea Dworkin, un femminismo audace

Andrea Dworkin, una femminista e il suo femminismo audace
Firma di Andrea Dworkin, attivista femminista. Fonte immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Andrea_Dworkin_signature.svg, Pubblico dominio

 

Cultura: un sostantivo femminile che, perfino nel mondo digitale, tende a preferire il maschile. Se si cercano informazioni sulla pensatrice, giornalista, romanziera e saggista femminista americana Andrea Dworkin (1946 – 2005), digitando semplicemente il cognome, il primo risultato che appare è quello di Ronald Myles Dworkin. Da Wikipedia, Ronald risulta essere stato “un filosofo e giurista statunitense. Professore di filosofia del diritto all’University College di Londra e alla New York University, Dworkin è noto per i suoi importanti contributi nell’ambito della filosofia del diritto e della filosofia politica”.

La connazionale Andrea, che con Ronald condivide il cognome e, casualmente, anche la professione di filosofa, viene completamente ignorata.

Una femminista controversa

La figura di Andrea Dworkin oggi è poco conosciuta, molto meno rispetto agli anni Settanta, quando, grazie a saggi e discorsi come Remember, Resist, Do Not Comply (anche conosciuto col titolo Remember, Resist, Do Not Give In) tenuto per la prima volta il 2 aprile 1995 durante il quinto Walter Gordon Forum al Massey College di Toronto, Ontario, in un simposio sul “Futuro del Femminismo”, si rivolgeva alle donne come attivista per l’affermazione dei diritti femminili.

Una femminista fuori dagli schemi, contraria alla prostituzione e alla pornografia perché lontane dal suo concetto di emancipazione. Le sue posizioni radicali sono distanti da quelle che oggi, come trent’anni fa, considerano il sesso una conquista imprescindibile delle nuove libertà femminili.

Quale prova della sua intransigenza, in collaborazione con Catharine A. MacKinnon, Dworkin contribuì alla creazione di una legge sui diritti civili che riconosceva la pornografia come forma di discriminazione sessuale perseguibile in tribunale. Tra i suoi numerosi scritti sul tema spiccano Pornography – Men Possessing Women (a cura di Women’s Press Ltd, 1981), Heartbreak – The Political Memoir of a Feminist Militant (Basic Books / Perseus Books Group, New York, NY, 1987), e Scapegoat – The Jews, Israel, and Women’s Liberation (Free Press, 2000).

Nel suo saggio Intercourse (mai tradotto integralmente in italiano e il cui significato tradotto è “coito”), pubblicato negli Stati Uniti per la prima volta da Free Press nel 1987, Dworkin analizza l’atto sessuale concludendo che sia una forma originaria di sottomissione femminile, perpetuata nei secoli e impossibile da superare. Secondo l’autrice, il patriarcato è intrinseco all’atto sessuale stesso, che presuppone un corpo penetrante e uno penetrato; la supremazia maschile diventa così un dato naturale, inestinguibile. Così, il rapporto eterosessuale di fatto è sempre uno stupro.

Forse proprio a causa di questi concetti, per quanto sostenuti da argomentazioni raffinate, Dworkin oggi è una femminista meno celebrata di altre. In Scapegoat – The Jews, Israel, and Women’s Liberation (in italiano Capro espiatorio), l’autrice sostiene che ogni gruppo umano marginalizzato, come gli ebrei della diaspora, ai quali paragona la condizione delle donne, sia stato nel tempo oggetto di violenze, privazioni e umiliazioni. Queste categorie diventano così capri espiatori e per Dworkin è allora legittimo rivendicare il diritto di ribellarsi, per conquistare un ruolo attivo e non subordinato nella società.

Le critiche più feroci alla sua opera riguardano la formazione argomentativa: i suoi pensieri sono taglienti, le ricostruzioni storiche spesso imprecise, e la sua esperienza personale di donna maltrattata sembra condizionare la riflessione. Talvolta il risultato è simile a un incitamento alla violenza e all’odio verso il genere maschile, piuttosto che a un tentativo di costruire una società basata sul dialogo e sul rispetto reciproco tra uomini e donne.

L’opera di Andrea Dworkin è oggetto di nuove pubblicazioni in Francia, dove Editions Syllepse propone due testi là inediti finora: Souvenez-vous, Résistez, ne cédez pas (Remember, Resist, Do not Give in) e Coïts (Intercourse). Nonostante le contraddizioni, le idee della filosofa americana contribuiscono a sottolineare che ancora adesso la questione femminile rimane aperta.