Milano e Roma, tra elezioni e sviluppo museale

I candidati sindaci a Milano si tengono lontani da temi ostici come quello dei Musei. A Roma la battaglia politica deflagra invece sulla proposta di un grande riordino delle collezioni storiche

Musei Vaticani
Turista ai Musei Vaticani di Roma

A Milano l’accordo è per il raddoppio del Museo del Novecento nel secondo Arengario fino ad ora occupata da uffici amministrativi. L’operazione viene finanziato da fondi europei. Poche settimane prima sempre a Milano veniva inaugurato ADI Design Museum-Compasso d’Oro in un edificio concesso in comodato dal Comune. La Triennale ha inaugurato l’esposizione permanente di Storia del Design. La Scala trasferisce laboratori per costume e scenografie nella ex Innocenti, forse diventerà anche un museo.

Disincantata praticità è il tratto che caratterizza l’apertura dei nuovi musei a Milano. Il tormentato allargamento di Brera in Palazzo Citterio, una trentina d’anni dall’inizio lavori, è una lezione sempre presente. In attesa dell’ultimazione dei lavori, concordati tra Sovrintendenza e James Bradburne, Direttore Generale della Pinacoteca di Brera, non si è persa l’occasione, durante il Fuori Salone del Mobile, di ospitare la casa di Moda francese Christian Dior per una esposizione, The Dior Medallion Chair, nello spazio ipogeo progettato da James Sterling.

La presentazione dei musei online post Covid

Il lockdown per il Covid ha permesso un’opera di attenta manutenzione dei musei civici e una loro presentazione digitale. Ma i temi su cui si concentrano i candidati a Milano sono i prolungamenti della metropolitana, clima, scuole, casa, sanità.

La situazione a Roma

Carlo Calenda candidato sindaco con lo slogan “Roma sul serio” si è invece lanciato con una ambiziosa proposta, da un lato di far confluire le collezioni di Arte Antica di diversi musei in un unico di Storia Romana al Campidoglio, previo trasferimento della sala consigliare del comune di Roma e degli uffici comunali, dall’altro il trasferimento della Pinacoteca Capitolina a Palazzo Barberini. Tra i temi scottanti della proposta vi è la selezione delle opere e di conseguenza la rottura di collezioni storiche.

L’idea di Carlo Calenda sembra essere quello di un grande museo di Storia Antica in competizione con i Musei Vaticani. Ma difficilmente le sovrintendenze accetterebbero una ricomposizione delle collezioni anche se sull’altare di un grande museo. Bastano i libri di Salvatore Settis e Tomaso Montanari per mettere in guardia dall’intrinseca pericolosità della sfida alle sovrintendenze.

Per Milano la storia della civiltà antica romana è un tema meno cogente che per Roma. In fin dei conti Milano è stata capitale dell’Impero Romano per 116 anni insomma molto meno rispetto a Roma. A Milano basta un normale museo archeologico come ce ne sono tanti nella penisola.

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