Lugano Arte e Cultura, LAC
Nella vicinissima Svizzera, A Lugano, arte, cultura e teatro si concentrano al LAC, centro culturale di rilevanza significativa sia a livello locale che internazionale. Durante i dieci anni di vita, il LAC è cambiato, affinando la sua capacità attrattiva. La scommessa sulla creazione di un polo culturale (relazionato alle realtà già presenti nei Cantoni di lingua francese e tedesca e in certo modo contrapposto ad esse per la forte identità) è vinta.
La stagione 25/26 si chiude con una media di presenze dell’80% fra la Sala Teatro, la cui capienza si avvicina ai mille posti, il Teatro Foce e il Teatrostudio. Un successo sia per la prosa che per la musica e la danza, senza contare il cartellone per i più piccoli e l’occasione annuale, a maggio, data agli studenti di ogni ordine e grado scolastico, di assistere alla matinée loro dedicata.
In più, il LAC vanta una vasta area museale, con mostre di rilievo internazionale, presentate sia nello spazio di Piazza Bernardino Luini che al MASI (Museo d’Arte della Svizzera Italiana) .
Il direttore artistico, la nuova stagione
Carmelo Rifici è il direttore artistico del LAC da quando questo è sorto: il merito del regista è quello di avere creduto nel progetto, insieme con le istituzioni politiche del Canton Ticino. È così cresciuta una realtà importante che vive, certo, grazie anche ai finanziamenti pubblici e al sostegno degli enti sponsor, ma che si autofinanzia per la metà del fabbisogno economico. Biglietteria soprattutto, quindi attrattività sul pubblico.
Il cartellone della stagione 26/27 prevede 89 spettacoli fra produzioni e ospitalità, con 165 alzate di sipario. Il titolo della stagione è In/Civiltà, un gioco di parole segno dello stare dentro la civiltà ma anche fuori da essa. Quest’ultima, circostanza assai comune nei tempi che viviamo.
Cultura e responsabilità
In/Civiltà ha un significato profondo per Rifici: fare cultura prendendo posizione, compiendo scelte che determinano responsabilità. La cultura non può essere avulsa dal mondo che la circonda: conflitti, disuguaglianze, perdita del senso del limite, ruolo del potere e delle nuove forme di azione e ragionamento non umane. In questo scenario, l’inciviltà si manifesta proprio attraverso le frenesie e le criticità del nostro tempo.
Di fronte a tale complessità, l’azione umana rischia di paralizzarsi o di ridursi a mera reazione. Le storture del presente, infatti, distraggono l’individuo dal compimento dei suoi veri fini, allontanandolo dal βίος, quella dimensione qualitativa della vita che la cultura ha invece il dovere di difendere.
Non è di poco rilievo che Rifici abbia voluto mostrare, a caratteri cubitali nella Hall del LAC, le principali conquiste democratiche dell’umanità. Un grafico che segna i passi dell’umanità, dalla nascita della democrazia ateniese, alla Rivoluzione Francese, fino ai Dichiarazione Universale dei Diritti Universali dell’Uomo e al Movimento per i diritti civili delle popolazioni afro-americane. Un elenco di traguardi ottenuti con sacrifici, anche a costo della vita, raggiunti dal V° secolo fino XX°, ma fragili da mantenere.
Prosa, danza, musica
Nel segno di tale presa di posizione la stagione 26/27 si articola in focus tematici nei quali si sviluppa il tema della stagione. Prosa, danza e musica saranno disseminate fra le tre sale del LAC (Sala Teatro, Teatrostudio e Teatro Foce), a cui da quest’anno si aggiungerà la presenza di un luogo “non convenzionale” per lo spettacolo, il MASI, diretto da una figura di spicco nel panorama internazionale, Letizia Ragaglia.
Il museo si apre al teatro performativo, nuovo filone teatrale, con Credere alle Maschere, primo appuntamento – a gennaio 2027 – dedicato alla personale di Romeo Castellucci, cui seguirà, a febbraio nella Sala Teatro, Faust. Fatto, non detto, una coproduzione del LAC.
La prosa
Fra gli spettacoli di prosa, il cartellone spazia fra lavori legati alla realtà, come A place of safety. Un viaggio nel mediterraneo centrale di Kepler-452 o Ivan e i cani per la regia di Federica Rosellini, a classici pirandelliani come Sei personaggi in cerca di autore riletto in chiave internazionale dal direttore Carmelo Rifici che dirige attori della Compagnia di arte italiana del Teatro nazionale Croato di Fiume, recitata sia in lingua italiana che in croato, con traduzione mediata da sistemi visivi.
In/Civiltà, il capitolo fondante
Sempre del direttore artistico Carmelo Rifici è la regia di Orestea, capitolo fondante della stagione In/Civiltà, nuova produzione del LAC (coproduzione anche con il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa). Le tre tragedie di Eschilo (Agamennone, Coefore, Eumenidi) saranno presentate in due capitoli: Myhos e Logos a quali si potrà assistere sia separatamente che nella forma “maratona”.
Fra le altre produzioni
Fra le altre produzioni del LAC si segnala The Body of an American, per la regia di Jacopo Gassman dal testo di Dan O’Brian ispirato dalla celebre fotografia di Paul Watson che ritrae un soldato americano trascinato per le strade di Mogadisco. Mentre Alessandro Gassman sarà ospite, in veste di regista, nello spettacolo Stato contro Nolan(un posto tranquillo), testo di Stefano Massini.
In tema di violenze e pena di morte, da notare il forte testo Lisa. Rapsodia di un’anima spezzata, monologo pluripremiato di Fabio Pisano con Mariangela Granelli, ospitato al Teatro Foce. Sempre al Teatro Foce sarà Valentina Picello che, diretta dalla giovane Alice Sinigaglia, interpreta Madri, testo di Diego Pleuteri, direttore artistico junior del Teatro Stabile di Torino.
Molte ospitalità
Fra le tante ospitalità, Tindaro Granata presenta Antropolaroid, toccante monologo vincitore, nel 2011, del premio ANCT (Associazione Nazionale dei Critici), Sonia Bergamasco diretta da Antonio Latella in Oscar, ispirato al personaggio Lady Oscar della fumettista manga Ryoko Ikeda. Inoltre si segnalano L’uomo che brucia di Ugo Fiore con il candidato premio UBU 2023 Alfonso De Vreese, Dopo la prova di Ingmar Bergman diretto e interpretato da Gabriele Lavia, Silvio Orlando nel testo di Luigi Pirandello Il berretto a sonagli. Ivonne Capece cura l’adattamento e la regia del testo di Nicola Lagioia, La città dei vivi, che indaga le zone più buie della natura umana.
Artisti svizzeri al LAC
La presenza di artisti del territorio è forte, capofila Daniele Finzi Pasca che torna con Prima Facie di Suzie Miller, interpretato da Melissa Vettore, testo che affronta il tema delicato della violenza sulle donne. Un lavoro che stigmatizza il sistema sociale patriarcale.
In scena al Teatrostudio con Oracola, sarà la svizzera Elena Boillat con una performance che trasforma lo spazio in luogo di ascolto. Mentre Anahì Traversi sarà in scena con La donna si cura (kills the party) in un testo dell’elvetica Julia Haenni sul disinteresse della medicina occidentale per le malattie femminili.
Nuovo lavoro, con varietà di linguaggi, anche per il collettivo svizzero Treppenwitz che, con Surviving you, always, tratta il tema della perdita della memoria e del ricordo.
Stili e registri agli antipodi
I legami con altre realtà produttive di cultura sono forti: oltre alla già citata coproduzione in Orestea, torna Per Sempre di e con Alessandro Bandini, prodotto dal LAC con il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, spettacolo che ha riscosso enorme successo sia a Lugano che a Milano, tratto dai testi delle lettere fra Giovanni Testori e il suo amato Alain Toubas.
In cartellone anche Limina, ultimo lavoro del regista polacco e intermediale Łukasz Twarkowski, che riprende il tema del rapporto fra l’uomo e l’Intelligenza Artificiale iniziato con Oracle e sviluppato attraverso un sistema di linguaggi (teatro, cinema, riprese video in diretta su monitor, suono) che trovano una sintesi narrativa sul palco.
La danza
La danza, quest’anno inserita al pari dei concerti nello stesso cartellone, presenta compagnie dalla fortissima identità. Si passa dalla svizzera Ariella Vidach con Claudio Prati, a Cindy Van Acker, a Geraldine Chollet, coreografi che rileggono e reinventano i classici rispettivamente con Koppelia_giardino 13, Pleïades, in absentia e Tendresse du ventre de la baleine. Si segnalano anche Iannis Mandafounis e William Forsythe che firmano Undetainment/À la carte, lavoro presentato dalla Dresden Frankfurt Dance Company. Inoltre, Mauro Bigonzetti che riporta al LAC Lo Schiaccianoci per la MM Contemporary Dance Company.
Il corpo dei danzatori diventa linguaggio universale, appello all’abbattimento delle diversità, inno alla democrazia.
Il Teatro-Conferenza
Al LAC prende forma anche il Teatro-Conferenza, spettacoli veri e propri che vedranno sul palco giornalisti come Paolo Di Stefano, Mario Calabresi, Benedetta Tobagi, Marco Damilano e Sara Poma con il loro excursus sugli anni ’70 in Italia, Paolo Nori che racconta Il maestro e Margherita e Stefano Nazzi con Indagini Live.
La musica
Per quanto riguarda il panorama musicale, si segnalano il concerto di Fiorella Mannoia, il gospel natalizio di Eric Waddel & The Abundant Life Singers e il ritorno della compagnia britannica Stomp.
Il genere musical sarà presente con Belle e la Bestia, fiaba in musica per tutte le età, il famosissimo Chicago con le coreografie di Bob Fosse e Cenerentola – Il Musical della Compagnia delle Formiche.
A teatro con i più giovani
Il Teatro Foce oltre a rappresentare lavori d’avanguardia e ricerca, sarà il luogo per gli spettacoli per le famiglie, le domeniche pomeriggio. In collaborazione con la Rassegna Senza Confini del Teatro Pan, saranno in scena spettacoli per il giovane pubblico. Fra i titoli, Gianna, che vive in una bolla della compagnia Binario Vivo e Dalla mela al sole produzione del Teatro Pan. Infine, Storia di un uomo e della sua ombra, una produzione della compagnia Principio Attivo, un cartone animato in bianco e nero, muto, con due attori in carne e ossa e musica dal vivo.
Il calendario completo della stagione 26/27 è consultabile sul sito del LAC.







