Da Putin una guerra di annientamento

La stazione ferroviaria di Kromatorsk, in Ucraina

Secondo l’Agenzia Statale Russa TASS di questi ultimi giorni 2 più di 14.000 ucraini sono stati evacuati (cioè deportati forzatamente) nella Federazione Russa. Lo ha dichiarato il colonnello generale MIkail Mizintsev.

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 Oltre mezzo milione di persone evacuate verso la Russia

Il generale Mizintsev precisa che dall’inizio delle ostilità sono state evacuate verso la Russia 557.565 persone di cui 111.870 bambini. Solo da Mariupol 121.497 hanno passato il confine con la Russia 121.497 persone, transitando attraverso un corridoio umanitario appositamente predisposto. Il comunicato precisa che l’operazione è avvenuta (e presumibilmente è ancora in corso) senza la partecipazione delle autorità ucraine, dell’Alto Commissariato  delle Nazioni Unite per i rifugiati e del Comitato Internazionale della Croce Rossa.

 

Una vera e propria deportazione

Se tutto ciò fosse confermato ci troveremmo di fronte a una vera e propria deportazione del tipo di quelle verificatesi in Europa alla fine della seconda guerra mondiale. Si tratta di un aspetto nascosto della guerra in corso, meno visibile ma tragicamente reale, di cui poco si parla. La deportazione di parte della popolazione può dividere famiglie e gruppi di vicinato dissolvendo quei legami comunitari che hanno permesso e permettono agli ucraini di resistere all’aggressione russa con grande efficacia. Inoltre con questa pratica si lacera anche quel tessuto sociale dei villaggi o delle piccole città in cui ciascuno svolge la propria funzione nella vita collettiva. Esattamente ciò che fecero i nazisti in Polonia.

Attacco alla stazione ferroviaria di Kramatorsk

Un altro aspetto della guerra occulta che ormai appare chiaro è la presenza di sabotatori sul territorio attaccato. Essi hanno il compito di individuare i target, cioè gli obiettivi che devono essere colpiti con bombardamenti missilistici in quanto non protetti da armamenti difensivi di intercettazione. L’attacco di venerdì 8 alla Stazione Ferroviaria di Kramatorsk può essere considerato drammaticamente riuscito in tal senso. Questo snodo ferroviario era importantissimo dal punto di vista dell’evacuazione dei civili e quindi molto affollato. Ma essendo lontano da qualunque postazione militare era considerato al sicuro dai bombardamenti. Il bilancio provvisorio è di 30 morti e circa 100 feriti. La stazione è stata distrutta e rimarrà inattiva.

In spregio totale alle convenzioni dell’Aja e di Ginevra

Prendere di mira la popolazione civile e le infrastrutture civili è indiscutibilmente un crimine di guerra, ma si ha ormai la certezza che i russi non intendano rispettare le Convenzioni dell’Aja e di Ginevra. Ancora più chiaro appare l’intento di coinvolgere il mondo civile in questa incivile guerra. Fino a quando ci si potrà esimere da un intervento attivo, se nei prossimi mesi (o anni) Mosca procederà scientemente alla distruzione materiale di un Paese di 40 milioni di abitanti confinante con l’Europa occidentale. E come si potrà fare a meno di leggere sul sito della Agenzia Ufficiale di informazioni russa che è proprio questo lo scopo primario della guerra ?  https://www.fyinpaper.com/putin-denazification-deucrainization-and-deuropeization-un-progetto-integralista-a-tutto-tondo/

 

ATTRIBUZIONE

Di Струнин В.С. – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3297280

 

 

GIOVANNI CARUSELLI 164 Articoli
Collaboratore di case editrici italiane (Einaudi, Rizzoli, Vallardi, Diakronia, etc.) per testi di storia e filosofia. Autore di saggi, "Il Pci da Gramsci a Occhetto", "Cento anni di storia lombarda" (con altri), "La memoria e le notizie" (con altri).