Europe, caution and defense – sistemi di protezione da attivare

The U.S. Navy aircraft carrier USS Harry S. Truman (CVN-75), top, the Italian aircraft carrier Cavour (550) and the French aircraft carrier Charles de Gaulle (R 91) underway in the Mediterranean Sea in formation on 6 February 2022.
220206-N-DH793-1262 MEDITERRANEAN SEA (Feb. 6, 2022) Carrier Strike Group (CSG) 8, the ITS Cavour Stike Group and the Charles de Gaulle Carrier Strike Group transit the Mediterranean Sea in formation, Feb. 6, 2022. The Harry S. Truman Carrier Strike Group is on a scheduled deployment in the U.S. Sixth Fleet area of operations in support of naval operations to maintain maritime stability and security, and defend U.S., allied and partner interests in Europe and Africa. (U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 3rd Class Bela Chambers). https://commons.m.wikimedia.org/wiki/File:Aircraft_carriers_Charles_de_Gaulle_(R91),_Cavour_(550)_and_USS_Harry_S._Truman_(CVN-75)_underway_in_the_Mediterranean_Sea_on_6_February_2022_(220206-N-DH793-1262).jpg

After 70 years of pax europea

After 70 years of pax europea  two world wars in the continent, it is extremely embarrassing, uncomfortable to go back to talking about armaments. Anyway, things change and the US – USSR duopoly has been replaced by a fragmentation of the areas of influence. This is bound to be  epochal turning point. In fact, as early as 2014, Italy had committed to bringing its investments in arms to 2% of its GDP. It did so, without taking into account government’s tendency of disregarding commitments and deadlines.

The Ukrainian tragedy

The Ukrainian tragedy pushes European Union to tackle the problem of its own army. Of course, having a strong and efficient military apparatus does not mean being a warmonger. Certainly spending on schools and hospitals would be much more consistent with the good humanitarian intentions, but we could reflect more and may pay more attention to other needs.

We the Italians should understand how much impressive we want our military apparatus to be, considering that a country like Italy cannot do without its own armed forces, unless it if not declares a neutral condition protected by other armies. The current one is clearly insufficient, often obsolete and inadequate to the general situation. Keeping things as they are means to go on wasting public money uselessly, and of course, in case of need we would be forced to ask for NATO’s help. The US has long since made it clear to Europe: it does not intend to continue to bear most of the expenses of the Atlantic Alliance, being engaged in the Indo-Pacific chessboard with a giant like China.

A European military force

So what to do? Inevitably, a military force must be deployed to ensure that the European Union has a totally autonomous deterrence and defense. The videos showing the historical cities of Ukraine totally destroyed  razed do not deserve any commentary. If after Ukraine it was Poland’s turn, how would it be defended, if the other European countries behaved like Italy would behave according to its quite disarmed and weak condition?

Germany has allocated one hundred billion euros to build a real army. Tempting would have the result that Berlin would dominate in Europe in the economic field as well as in the military one. And would surely be very shortsighted choice and perspective.


Sistemi di protezione da attivare

Dopo 70 anni di pax europea, e soprattutto dopo due guerre mondiali combattute sul territorio del Continente, tornare a parlare di armamenti è imbarazzante, scomodo per tutti e impopolare. Tuttavia il mondo cambia e il duopolio Usa – Urss è stato sostituito da una frammentazione delle zone di influenza che ci costringe a una svolta epocale. Per la verità già nel 2014 l’Italia si era impegnata a portare i suoi investimenti in armi al 2% del Pil. Ma disattendere gli impegni e le scadenze purtroppo è quasi una abitudine per gli italici governi.

Esercito europeo

Adesso con la tragedia ucraina l’Unione Europea sembra volere affrontare seriamente il problema di un esercito europeo. Andrebbe chiarito subito che avere un apparato militare forte ed efficiente non significa essere guerrafondai. Esattamente come volere una polizia che contrasti la criminalità non significa desiderare un regime poliziesco. Certamente spendere per scuole e ospedali sarebbe molto più conforme ai buoni propositi umanitari di tutti, ma una semplice riflessione può aiutarci ad accettare altre necessità.

Forze armate in Italia

Escludendo – tutti d’accordo – che un Paese come l’Italia possa fare a meno delle proprie forze armate, se non dichiarando uno status di Paese neutrale sotto protezione di altri eserciti, ci resta da capire come vogliamo che sia il nostro apparato militare, richiamandosi ai sistemi di protezione efficienti. Quello attuale è palesemente insufficiente, spesso desueto e inadeguato all’importanza dell’Italia. Mantenerlo così com’è significa continuare a dissipare denaro pubblico inutilmente, se nel momento del bisogno saremmo costretti a chiedere l’aiuto della Nato. Gli Usa ormai da tempo hanno fatto capire all’Europa che non intendono continuare a sobbarcarsi la maggior parte delle spese dell’Alleanza atlantica, essendo impegnati nello scacchiere indopacifico con un gigante della stazza della Cina.

Forza militare europea

Dunque, che fare? Inevitabilmente occorre mettere in campo una forza militare che assicuri all’Unione europea una deterrenza e una difesa totalmente autonoma. I filmati che ci mostrano le città storiche dell’Ucraina totalmente rase al suolo dovrebbero rendere superflua ogni discussione sui sistemi di protezione. Se dopo l’Ucraina fosse la volta della Polonia, come la si difenderebbe, se gli altri Paesi europei si comportassero come l’Italia parzialmente disarmata e debole ?

Gemania

La Germania ha già voltato pagina e ha stanziato cento miliardi di euro per costituire un vero esercito. Temporeggiare avrebbe come esito quello di ribadire la leadership europea di Berlino non più solo in campo economico, ma anche in quello militare. E sicuramente questa è la scelta più miope che si possa fare.

Vedi anche: Da Putin una guerra di annientamento

GIOVANNI CARUSELLI 164 Articoli
Collaboratore di case editrici italiane (Einaudi, Rizzoli, Vallardi, Diakronia, etc.) per testi di storia e filosofia. Autore di saggi, "Il Pci da Gramsci a Occhetto", "Cento anni di storia lombarda" (con altri), "La memoria e le notizie" (con altri).