Giulia Maria Crespi tra storia e futuro milanese

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La scomparsa di Giulia Maria Crespi, proprietaria del Corriere della Sera e Presidente del Fai, Fondo Ambiente Italiano

Giulia Maria Crespi, icona del vecchio ecosistema milanese della ricchezza, quello del Novecento, è scomparsa. Fondatrice e presidente del FAI era dedita nelle sue aziende agricole all’agricoltura biodinamica.

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Il ricordo del Corriere della Sera

 Il Corriere della Sera, di cui lei era stata proprietaria, grazie a eredità paterna, le dedica tre pagine a partire dalla tredicesima. Il quotidiano milanese ora di Urbano Cairo è diventato creatura ben diversa da quello storico del dopoguerra. Rappresenta con convinzione il nuovo ecosistema della ricchezza di Milano.

Anche questo ne ha fatto l’indiscussa capitale italiana e il ricordo di Giulia Maria Crespi non può che essere distaccato.

Le grandi famiglie milanesi

In mezzo ci sono stati gli anni di Berlusconi con un’infinità di famiglie imprenditoriali che hanno reso le armi o che hanno tentato difficili transizioni non riuscite come quella dei Pirelli /Tronchetti con Telecom.

La ricchezza delle famiglie di Milano

Il nuovo ecosistema della Milano del dopo crisi 2008/2011 è fatto da una molteplicità di aziende e famiglie di ingente ricchezza ma senza la prevalenza di alcuna.

Nella classifica delle dieci più ricche famiglie italiane quelle milanesi fanno la parte del leone. L’ecosistema di Milano è rappresentato in quasi ogni settore merceologico da un campione nazionale. Forse nemmeno la Milano del miracolo economico è stata così ricca e così staccata dalle sorti del Paese.

Il legame con la finanza

Dalla grande distribuzione alle assicurazioni, alle banche, alla farmaceutica e al grosso comparto dei gruppi stranieri che di Milano hanno fatto la loro capitale, i legami sono stati intrecciati preferibilmente con il sistema finanziario e educativo, poco o niente con il territorio.

Bonomi, il nuovo presidente di Confindustria e prima degli industriali lombardi, è il rappresentante di questa nuova fase in cui le imprese sono valutate con freddezza per la ricchezza che producono.

L’assenza di una famiglia dominante come gli Agnelli a Torino

Ai vertici delle aziende si accede per via meritocratica e non più per via ereditaria.  Il passaggio dal vecchio al nuovo ecosistema della ricchezza è stato facilitato a Milano dal fatto che non vi fosse una famiglia dominante come gli Agnelli a Torino.

I nuovi quartieri dove vivono le grandi famiglie milanesi

Giulia Maria Crespi abitava in un palazzo di famiglia in Corso Venezia, strada che era una consacrazione laica del successo ottenuto. Ancora tutti i protagonisti della moda hanno voluto abitare nella Milano storica.

I nuovi protagonisti no. Il successo degli edifici ultramoderni come quelli a City Life all’ombra dei grattacieli di Allianz e Generali è stato determinato proprio da questo ridimensionamento radicale e taglio completo della tradizione.