Venezia, una Biennale di svolta

Sophia Al-Maria Tiger Strike Red, 2022 Video installation Applied Arts Pavilion Special Project at Biennale Arte 2022 A collaboration between La Biennale di Venezia and V&A, London Photo by: AVZ - Andrea Avezzù Courtesy: La Biennale di Venezia
Sophia Al-Maria Tiger Strike Red, 2022 Video installation Applied Arts Pavilion Special Project at Biennale Arte 2022 A collaboration between La Biennale di Venezia and V&A, London Photo by: AVZ - Andrea Avezzù Courtesy: La Biennale di Venezia

Quella del 2022 sarà ricordata come una Biennale di svolta, in tempo di morbi, guerre, penurie. Venezia mostra di stare coraggiosamente al passo con i temi forti che interrogano una fase storica inquieta. Dove i conflitti, i confini, le fragilità e le diversità umane sono nel fuoco degli eventi.

Il latte dei sogni per le Arti, Rot per il Teatro, Boundary-Less per la Danza, Out of Stage per la musica. Si mette in campo un dialogo serrato tra reale e virtuale, tra uomini e donne, tra paesi e territori. Con i giovani al centro della scena, nei college e nelle master class, e con gli spettatori (forse sarebbe meglio dire gli spett-attori) in molti spettacoli partecipativi per “condividere il respiro del pubblico”.

Biennale arte – The Milk of Dreams-Il latte dei sogni

Così la Biennale Arte, dal 23 aprile al 27 novembre, per la prima volta in mani italiane femminili, quelle di Cecilia Alemani, che vive e lavora a New York, si chiama The Milk of DreamsIl latte dei sogni, titolo tratto da un libro della surrealista Leonora Carrington, che nutriva i suoi bambini di immagini disegnate sulle pareti di casa. 

Tre le aree dell’esposizione: la rappresentazione dei corpi e le loro metamorfosi, la relazione tra individui e tecnologie, la connessione tra corpi e terra. 

Gli artisti- e le artiste- mettono in discussione la figura del soggetto bianco maschio occidentale come misura di tutte le cose del mondo. Una mostra che vuol essere trans-storica con speciali “capsule del tempo”. La culla della strega (Witch’s Cradle di Maya Deren) con opere di danzatrici e scrittrici, Tecnologie dell’incanto, di dichiarato intento innovativo, Corpo orbita, che guarda alla Biennale del 1978 curata da Mirella Bentivoglio, con una decisa prospettiva sulla creatività spinta finanche al terreno del magico. 

Presenti tutti i media espressivi, tutte le tecniche, tutte le identità, da quelle umane ai cyborg. Il contesto è aperto a tutto campo nel segno della condivisione tra discipline, poetiche e culture, dalle performance alle opere site specific.

I Leoni d’Oro alla carriera vanno a Katharina Fritsch, tedesca, autrice di opere iperrealiste perturbanti, e a Cecilia Vicuña, artista e poetessa cilena, attivista in lotta per gli indigeni.

Il teatro – ROT

Stefano Ricci e Gianni Forte nel programma del loro ROT, rosso in tedesco, che nella sua pronuncia suona duro come un graffio. In calendario dal 24 giugno al 3 luglio. Toccano argomenti cruciali e spinosi, come i diritti umani, la memoria, la resistenza, la differenza. O temi quali il viaggio in se stessi in Seek Romance, una saga su confinamento, identità transgender, fine del mondo, di Samira Elagoz, Leone d’Argento. L’odissea dei migranti in The Lingering Now di Chistiane Jataby, autrice e regista brasiliana, Leone d’oro. Non mancano la mascolinità tossica in Brevi interviste con uomini schifosi di Wallace. I sogni e gli incubi del Tryptich dei Peeping Tom, teatro-danza di energia estrema, spesa a piene mani fino a nuotare sulla scena inondata di acqua.

Late Hour Scratching Poetry è un reading “fuori orario” della poesia di Alda Merini, tra cui La pazza della porta accanto, folle e saggia, affidata a Galatea Ranzi, curatrice, alla sulfurea Asia Argento in apertura e a Sonia Bergamasco in chiusura.

La danza – Boundary-Less

Wayne McGregor, nel progetto Boundary-Less, concentrato tra 22 e il 31 luglio, avanza sulla linea della centralità del corpo, che è spirito, materia e tecnologia, vedendo la danza come l’arte più collaborativa di tutte, pronta a vivere nella realtà e nel Metaverso, senza limiti e confini.

Il Leone d’Oro al giapponese Saburo Teshigawara si tradurrà in un nuovo Petrouchka e in una creazione per i ragazzi del college, la linfa vitale del futuro. Una dedica speciale andrà al maestro della danza pura, Merce Cunningham con incursioni lungo un canale e su palchi galleggianti fino all’Arsenale, riaffermando il legame di questo coreografo rivoluzionario con Venezia, dove Piazza San Marco ospitò un grande Event cunninghamiano nel 1972. Il Leone d’Argento per Rocío Molina, “rivoluzionaria rispettosa” del flamenco, apre alle danze “altre” tramite il suo corpo vulcanico.

Per la prima volta la Biennale Danza produce una novità italiana, Fo:NO del bresciano Diego Tortelli, che sperimenta sulla voce con tre danzatori e un beatboxer.

La danza è d’autore, 7 diversi, con The Seven Sins di Gauthier Dance; è politica con Kyle Abraham, che guarda alla cultura Black e con Marrugeku sull’oppressione dei nativi australiani; mistica con Rudi Cole e Júlia Robert; espansa con Trajal Harrell in Maggie the Cat da Tennessee Williams; è virtuale con Le bal de Paris di Blanca Li, dove si entra e si balla in altri luoghi e altri tempi indossando visori per AR.

La musica – Out of Stage

Lucia Ronchetti, dal 14 al 25 settembre, propone Out of Stage, dove intreccia l’antica e gloriosa peculiarità musicale veneziana rivissuta oggi anche con i mezzi della multimedialità e della realtà aumentata, applicata al suono.

Si apre con i nuovi lavori di teatro musicale sperimentale commissionati a Simon Steen-Andersen. EHelena Tulve, Michel van der Aa, Paolo Buonvino e Annelies Van Parys. Oltre alle prime italiane di nuovi progetti di Alexander Schubert, Rino Murakami e Ondřej Adámek coprodotti con altre istituzioni europee. Di Giorgio Battistelli, Leone d’Oro alla carriera, nella serata inaugurale del festival al Teatro la Fenice andrà in scena una nuova produzione di Jules Verne. Eseguita dai performer di Ars Ludi, Leone d’Argento.

Giro del mondo in laguna

Il giro del mondo in musica si potrà fare in Laguna. Con le voci del compositore curdo-iraniano Mehdi Jalali, dell’afroamericana Yvette Janine Jackson. Di Klein, performer nigeriana attiva a Londra, del compositore e producer americano di origini taiwanesi X. Lee, del compositore di musica elettronica fiorentino Daniele Carcassi e del gruppo di compositori nativi americani del progetto collettivo Shenandoah Conservatory.

“Tutti artisti” secondo Lucia Ronchetti “che restituiscono al teatro musicale contemporaneo, in forme mutuate dalla creazione musicale pop e dalla ricerca compositiva non-accademica, la denuncia di spoliazioni, di soprusi, di negazione dei diritti, di mancato riconoscimento e rispetto dell’identità sessuale, che sono sotto i nostri occhi”.

 

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ELISA GUZZO VACCARINO 71 Articoli
Laureata in filosofia, ha insegnato storia ed estetica della danza in università italiane e straniere e alla scuola di ballo della Scala di Milano. Si occupa di danza per Quotidiano Nazionale, periodici e riviste specializzate, scrivendo anche libri. Collabora con la Biennale Danza di Venezia e il Premio Carla Fendi di Spoleto.