Ukraine, the Kerson city Affair/ I russi pronti a distruggerla

Wiew of the city of Kherson from a balloon, Antonovsky bridge over the river Dnieper/ Il ponte Antonovsky sul fiume Dniepr, nei pressi di Kerson

Oleh Zhdanov, a Ukrainian military analyst, pointed out that the Russians would rather destroy Kerson completely than leave it to the Ukrainians. Unfortunately some quick considerations confirm such situation. When the war started, the city, despite being one of the country’s regional capitals, had just 280,000 inhabitants. Also, now it does not host any major military settlements.

Kerson, a crucial location

Anyway, its location is crucial, as it is on the road that the Russians could possibly travel along the Black Sea coast to reach Odessa. Furthermore, from Kerson it is possible to interrupt the flow of fresh water to the Crimea and this had already been done to create problems for the occupants.

The cause of such situation

If the very rapid advance of the Kiev army towards the East were to be successful, NATO would find itself in the dangerous situation of having to inflict a very heavy humiliation on the rival nuclear power and thereby make possible a reaction beyond the nuclear red line that has been discussed by months. It is clear that the technological superiority of US-supplied missiles, capable of hitting key points of Moscow’s logistics with extreme precision, is an interesting premise to the current situation.

Putin’s energy weapon retains some of its strength

Meanwhile, the calls for peace and diplomatic efforts are multiplying. But, on one side, the extremism of the Kremlin hawks and, on the other, the reaffirmed willingness of the Ukrainians to regain control of all the occupied territories is a dangerous matter. weigh. In fact, there are not chances for a ceasefire. Although Russia has shown military inefficiencies that no one would have suspected, Putin’s energy weapon retains some of its strength. The tenant of the Kremlin is forcing many European countries – and beyond – to modify their economic plans to cope with the winter and the costs of energy for industrial use.

The Ukrainian affair and the world economy

Western public opinion goes on wondering if defending Kiev’s sovereignty over 4 Ukrainian regions is a sufficient reason to destabilize a large part of the world economy or, worse, risk a widening of the conflict. However, the unknown of the future weighs heavily on a possible appeasement. Regardless of Putin’s leadership, the party that would like to recover other regions – not just Ukrainians – lost with the collapse of the USSR is very strong in Moscow. This is obviously unacceptable, given the proven unreliability of the Russians, who with the war violated the 1994 Budapest Memorandum, which guaranteed the sovereignty and integrity of Ukraine, in word and deed.

 

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L’analista militare ucraino Oleh Zhdanov ha dichiarato che i russi preferirebbero distruggere completamente Kerson piuttosto che lasciarla agli ucraini. E purtroppo alcune veloci considerazioni supportano questa tesi. La città, pur essendo una delle capitali regionali del Paese, contava appena 280.000 abitanti all’inizio della guerra e non ospita insediamenti militari di rilievo.

Kerson, Una posizione cruciale

Ma è cruciale la sua posizione, in quanto si trova sulla strada che teoricamente i russi potrebbero percorrere lungo la costa del Mar Nero per raggiungere Odessa. Inoltre da Kerson è possibile interrompere il flusso di acqua dolce diretto in Crimea e ciò era già stato fatto per creare problemi agli occupanti.

Le possibili reazioni oltre la dibattutissima linea rossa nucleare

Se l’avanzata rapidissima dell’esercito di Kiev verso Est dovesse avere successo, la Nato si troverebbe nella pericolosa situazione di dover infliggere una pesantissima umiliazione alla potenza nucleare rivale e con ciò rendere possibile una reazione oltre quella linea rossa nucleare di cui si discute da mesi. Non è un mistero che la superiorità tecnologica dei missili forniti dagli Usa, capaci di colpire con estrema precisione i punti chiave della logistica di Mosca, sia la ragione fondamentale della situazione attuale.

Lontane le condizioni per un cessate il fuoco

Intanto si moltiplicano gli appelli alla pace e gli sforzi diplomatici sui quali pesa l’oltranzismo dei falchi del Cremlino e la ribadita volontà degli Ucraini di riprendere il controllo di tutti i territori occupati. Di fatto non ci sono neanche le condizioni per un cessate il fuoco. Benché sul piano militare la Russia abbia mostrato inefficienze che nessuno avrebbe sospettato, l’arma energetica di Putin conserva una parte della sua forza. L’inquilino del Cremlino sta costringendo molti Paesi europei – e non solo – a modificare i propri piani economici per fronteggiare l’inverno e i costi dell’energia a uso industriale.

Continua la violazione del Memorandum di Budapest del 1994

L’opinione pubblica occidentale continua a chiedersi se la difesa della sovranità di Kiev su 4 regioni ucraine, sia una ragione sufficiente per destabilizzare buona parte dell’economia mondiale o, peggio, rischiare un ampliamento del conflitto. Tuttavia su un possibile appeasement pesa l’incognita del futuro. Indipendentemente dalla leadership di Putin è molto forte a Mosca il partito che vorrebbe il recupero di altre regioni – non solo ucraine – perdute con il crollo dell’Urss. Ciò evidentemente è inaccettabile, data la provata inaffidabilità dei russi, che con la guerra hanno violato con le parole e con i fatti il Memorandum di Budapest del 1994 che garantiva la sovranità e l’integrità dell’Ucraina.

 

Wiew of the city of Kherson from a balloon, Antonovsky bridge over the river Dnieper/ Il ponte Antonovsky sul fiume Dniepr, nei pressi di Kerson

GIOVANNI CARUSELLI 186 Articoli
Collaboratore di case editrici italiane (Einaudi, Rizzoli, Vallardi, Diakronia, etc.) per testi di storia e filosofia. Autore di saggi, "Il Pci da Gramsci a Occhetto", "Cento anni di storia lombarda" (con altri), "La memoria e le notizie" (con altri).