Putin, decisionismo integralista e ignoranza

Putin, decisionismo integralista e ignoranza
Vladimir Putin with Jiang Zemin. Photo by Kremlin.ru, under license CC BY 4.0

Di Putin è stato detto di tutto, a proposito e a sproposito. Ma quasi nessuno ha rilevato che ciò che manca completamente al leader russo è un minimo di cultura storica e ideologica. Facendosi prendere la mano dalla sua stessa ingenua propaganda, si è convinto che le democrazie sono deboli, lassiste, inefficienti, incapaci di reagire duramente alle minacce armate. E tutto ciò per il fatto che non obbligano i giovani al servizio militare che non sanno neppure cosa sia un esercito. Poi accettano l’omosessualità come una legittima scelta individuale, non distinguono più i ruoli maschile e femminile, e così via.

Ma se lo zar Vladimir aprisse un qualunque libro di storia – in russo o in tedesco – leggerebbe che quando Hitler attaccò l’Occidente lo trovò quasi disarmato. Eppure, dopo un lungo e tragico conflitto, la Germania fu costretta alla resa senza condizioni e il suo capo al suicidio nel bunker della sua cancelleria.

La guerra e l’esercito armato

Putin pensa che le guerre si facciano con gli eserciti, e questo è verissimo. Ma non pensa contro chi gli eserciti si scontrano. Un’armata può vincere una guerra contro un’altra, ma non può vincere una guerra contro un popolo disposto a tutto. Sembra che le “esperienze” passate in Vietnam, dagli Usa, e in Afghanistan, dall’Urss, non gli abbiano insegnato nulla. Per non parlare dei movimenti di resistenza.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, quando sembrava possibile uno sbarco tedesco in Inghilterra, Churchill disse che ogni civile avrebbe avuto un’arma a disposizione per uccidere almeno un assalitore. Berlino avrebbe avuto bisogno di un esercito di trenta milioni di uomini per controllare l’Inghilterra.

E quando gli Usa si trovarono di fronte alla prospettiva dell’invasione delle isole del Giappone, furono costretti a usare l’arma atomica per porre termine alla guerra. Di fronte alle potenti armi americane, solo l’imperatore potè convincere i giapponesi sospendere ogni azione bellicosa.  E a non immolarsi per la patria battendosi strada per strada. Si potrebbero fare infiniti esempi di tal genere scorrendo il passato storico.

I danni dell’ignoranza

Veniamo al punto. Il drammatico limite di Putin è l’assoluta ignoranza dell’essenza della democrazia. L’esercito russo nella Grande Guerra fu sconfitto perché era un esercito di ex servi della gleba. Uomini che non avevano niente da perdere sottomettendosi ad altri padroni. Preferirono, piuttosto, marciare contro il proprio governo. 

La guerra in Ucraina potrà essere vinta dai russi solo con l’annientamento fisico di quaranta milioni di persone. Ma è molto improbabile che il mondo lo permetta.

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GIOVANNI CARUSELLI 164 Articoli
Collaboratore di case editrici italiane (Einaudi, Rizzoli, Vallardi, Diakronia, etc.) per testi di storia e filosofia. Autore di saggi, "Il Pci da Gramsci a Occhetto", "Cento anni di storia lombarda" (con altri), "La memoria e le notizie" (con altri).