Il Golgota ucraino e il diritto internazionale

Dopo quasi due mesi dall’inizio della guerra in Ucraina, l’opinione pubblica ha considerato chiusa la prima fase del conflitto, con il fallimento della strategia di Putin. La guerra al Nord ha avuto per Mosca costi umani spropositati e ha fatto emergere di fronte alla resistenza ucraina gravi inefficienze nella sua macchina bellica. Inizia una seconda fase che promette di essere molto più sanguinosa – e forse molto più lunga – della prima.

Il prezzo della guerra

E comunque per Kiev i costi sono stati altissimi. Un ucraino su quattro è stato costretto ad abbandonare la propria abitazione e uno su sette è rifugiato all’estero. I bombardamenti hanno distrutto aeroporti, stazioni ferroviarie, centrali elettriche, strade, ponti, scuole, ospedali, abitazioni civili. Interi villaggi sono ridotti a cumuli di macerie, i campi abbandonati e le industrie chiuse. Le entrate fiscali si sono ridotte paurosamente per ovvie ragioni e si è calcolato approssimativamente che il Pil si sia ridotto del 50%.

Il peggio deve ancora venire

La maggioranza degli osservatori è convinta che questo è solo un bilancio provvisorio perché la fase due della guerra promette di essere ancora più distruttiva. Già nella notte fra il 18 e il 19 i bombardamenti sono ripresi con una eccezionale intensità e nulla fa pensare che Mosca intenda rispettare le regole del diritto internazionale. Migliaia di bambini sono stati deportati forzatamente in territorio russo e verosimilmente saranno adottati da famiglie russe. Chi cerca di fuggire dai centri urbani assediati viene spesso colpito a morte come testimonia l’ampliamento dei cimiteri dei villaggi intorno a Kiev.

Rischiare una guerra nucleare?

Nessuno ipotizza più trattative di pace, o, almeno, il cessate il fuoco. Ma se il peggio deve ancora arrivare, che farà la comunità internazionale? Attendere che abbiano effetto sanzioni che colpirebbero un popolo come quello russo, povero e abituato a ogni sacrificio? Pensare di poter piegare uno Stato che si estende su undici fusi orari, che ha risorse alimentari in abbondanza ed energetiche da vendere alla Cina, all’India e a buona parte dell’Africa? Il terribile quesito sarà questo: abbandonare l’Ucraina al suo eroico destino, o intervenire direttamente rischiando un pericolosissimo allargamento del conflitto? Lasciare che Putin porti a termine il suo criminale progetto di cancellazione della nazione ucraina, o rischiare la guerra nucleare?

 

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GIOVANNI CARUSELLI 164 Articoli
Collaboratore di case editrici italiane (Einaudi, Rizzoli, Vallardi, Diakronia, etc.) per testi di storia e filosofia. Autore di saggi, "Il Pci da Gramsci a Occhetto", "Cento anni di storia lombarda" (con altri), "La memoria e le notizie" (con altri).