Luci spente sul futuro del mondo

Luci spente sul futuro del mondo
Vladimir Putin con il Patriarca Alexii II, Natale 2000, Kremlin.ru., Creative Commons Attribution 4.0 International, via Wikimedia Commons

Che cosa la guerra in Ucraina ha cambiato e cambierà nelle relazioni internazionali e nei rapporti di forza fra i Paesi leader del terzo millennio ormai dovrebbe essere chiaro. Dal punto di vista militare gli europei si sono resi conto della necessità della Nato, senza la quale i colpi di coda del dittatore di turno non potrebbero essere respinti. Anche Svezia e Finlandia adesso ne fanno parte e prevedibilmente ci sarà ancora qualche new entry.

Europa: futuro chiuso alla Russia

Un esercito europeo prima o poi nascerà ma è realistico pensare che ci vorranno molti anni. Quindi di indipendenza e autonomia del Vecchio Continente non si parla più volentieri. Tutto ciò si può dire in maniera più semplice così: grazie a Putin gli Usa riprendono il controllo totale dell’Europa come ai tempi della guerra fredda o peggio. Sempre grazie al capo del Cremlino l’Europa chiude definitivamente la porta a rapporti amichevoli con Mosca, che deve affannarsi a trovare altre improbabili sponde – e dollari – altrove.

I Paesi dell’Europa dell’Est – la “nuova Europa” come la si definiva nell’era di Trump – possono dimostrare che la loro russofobia era pienamente giustificata e che toccherà a loro tenere a bada in futuro l’orso siberiano. E per questo a Bruxelles bisognerà tenerne in debito conto le aspirazioni e anche qualche tendenza antidemocratica (vedi Ungheria e Polonia) e sessuofobica che condividono con il leader del Cremlino.

Tuttavia Putin su una valutazione ha tristemente ragione, e cioè che il tempo gioca a suo favore. La tradizionale disinformazione ereditata dall’Urss gli permette di continuare a mandare al macello per anni decine di migliaia di giovani. E di presentarsi come un divo da stadio nelle vesti del combattente antinazista che difende i solidi antichi valori della famiglia patriarcale, della religione e  della nazione. Fino a quando gli Usa e gli europei potranno inviare migliaia di missili e centinaia di carri armati a Kiev ? E quanti morti, quanti profughi, quanta distruzione gli ucraini saranno in grado di tollerare ?

La Cina di Xj non si sbilancia

A Pechino si formulano irrealistici piani di pace da proporre a chi vuole la guerra. Xj fa finta di non sapere che ancora, dopo un anno di guerra, Putin parla di un’operazione militare speciale e dice che l’Ucraina non esiste e non è mai esistita. E come ultimo drammatico paradosso qualcuno parla di ricostruzione come se la fine delle distruzioni fosse imminente. Nel frattempo in Palestina si distrugge tutto quello che si può distruggere, vite umane, ospedali, scuole, teatri e soprattutto si alimentano enormi giacimenti di odio per il futuro.

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GIOVANNI CARUSELLI 216 Articoli
Collaboratore di case editrici italiane (Einaudi, Rizzoli, Vallardi, Diakronia, etc.) per testi di storia e filosofia. Autore di saggi, "Il Pci da Gramsci a Occhetto", "Cento anni di storia lombarda" (con altri), "La memoria e le notizie" (con altri).