La metafora ambientale del presepe di Scorrano – solo sabbia e acqua forgiate da artisti – va oltre l’effimero

La metafora ambientale del presepe di sabbia di Scorrano
Sand Nativity, Scorrano (Lecce)

L’ambiente e la solidarietà sono i temi ispiratori del presepe di sabbia installato a Scorrano. Non è un caso: la pandemia di COVID-19 e la COP26 ci hanno ricordato che il rispetto del pianeta e il rispetto del prossimo vanni messi al primo posto. E soprattutto, che vanno di pari passo. 

Promosso per il terzo anno dall’Associazione di volontariato “Promuovi Scorrano”, “Sand Nativity” è un presepe effimero. Infatti è scolpito solo con acqua e sabbia di fiume proveniente dalla cava di Ginosa Marina, nel Tarantino. Al monumento hanno lavorato sei artisti provenienti da quattro continenti diversi. 

La parabola dell’umanità e l’equilibrio perduto

La metafora ambientale del presepe di sabbia di Scorrano
Sand Nativity, Scorrano (Lecce)

A catturare l’attenzione è il monumento collocato nel chiostro del Convento degli Agostiniani. Questo presepe guida il visitatore lungo un percorso che rappresenta la parabola della civiltà umana. 

In principio, l’uomo viveva in armonia con l’ambiente circostante. La natura era rigogliosa e incontaminata. A un certo punto l’equilibrio si è incrinato. L’uomo ha iniziato a costruire abitazioni, inizialmente in maniera armonica con l’ambiente circostante. Nei secoli le tecniche di costruzione progrediscono, gli edifici diventano sempre di più e sempre più alti. É il principio dell’urbanizzazione selvaggia. Le città tolgono spazio alla natura: ne è simbolo l’unico albero superstite, che vediamo letteralmente schiacciato tra due edifici. Il punto di arrivo sono i grattacieli delle megalopoli moderne, che sovrastano e inghiottono gli uomini, ridotti a piccole pedine. La conseguenza? il collasso della civiltà, rappresentato dalle rovine degli edifici. 

Greta Thunberg e Madre Teresa di Calcutta: la lotta per il pianeta e per gli ultimi nel presepe di Scorrano

La metafora ambientale del presepe di sabbia di Scorrano
Sand Nativity, Scorrano (Lecce)

A vegliare su questa (triste) parabola umana, ci sono i volti di Greta Thunberg e Madre Teresa di Calcutta. Cosa le accomuna? Potremmo definire entrambe delle strenue lottatrici. Greta é la giovane attivista ambientale che attraverso gli scioperi lotta per combattere il cambiamento climatico. Madre Teresa è la santa che ha fatto della solidarietà e della vicinanza ai poveri e agli ultimi la sua missione di vita. Sono proprio i poveri che abitano le periferie del mondo ad essere i più colpiti dal cambiamento climatico e dalle catastrofi naturali. É per questo che tutelare la natura è prendersi cura degli altri. Nessuno si salva da solo.

Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso 

Il volto impassibile di Greta osserva silente la desolazione che l’uomo ha causato. É lo sguardo di chi, impotente, assiste a una catastrofe preannunciata. Inutile piangere sul latte versato. Ma il sorriso rassicurante di madre Teresa di Calcutta ci restituisce speranza. E così, dalle macerie degli edifici, emerge una mano benedicente. Simbolo di una speranza di cui ora più che mai c’è bisogno. 

“Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso”, diceva Madre Teresa. È un peccato che il suo sorriso sia scolpito in un materiale effimero come la sabbia. Andrebbe davvero inciso nella roccia. Intanto, c’è tempo fino al 23 gennaio per goderlo. 

 

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MANUELA RAPACCHIA 30 Articoli
Web writer, coordinatrice didattica nella Formazione post-laurea alla Cattolica di Milano, Master Politecnico di Milano in Brand Communication, laurea magistrale in Arti Visive a Bologna, dopo la triennale in Lettere Moderne.