Fintech, banche e imprese – Banks and companies

nella foto a colori si vede l'amministratore delegato di Workinvoice, Matteo Tarroni, che indossa occhaili neri e una camcia chiara a righe bianche. Ha un accenno di barba.
Matteo Tarroni Founder e CEO Workinvoice
La rivoluzione dell’embedded finance

Le banche e le grandi corporation italiane si “embeddizzano”. È boom, nel Belpaese, infatti, della tecnologia applicata alla finanza (fintech), che, in questo periodo, entra in una nuova fase, quella dell’embedded finance. In breve, siamo passati dalla tecnologia applicata alla finanza alla trasformazione delle stesse società fintech, che, ad oggi, sono diventate dei veri e propri fornitori di servizi digitali per società e istituti di credito. Come la milanese Workinvoice, startup fondata nel 2013 da Matteo Tarroni, Fabio Bolognini ed Ettore Decio, prima società fintech a lanciare in Italia il mercato online di invoice trading, ovvero il canale alternativo per l’anticipo delle fatture.

Le cause dello sviluppo dell’embedded finance

Le cause di questo boom? Sostanzialmente quattro: la crisi economica del 2008, che decretò negli Stati Uniti la nascita del fintech, l’impennata delle nuove tecnologie, soprattutto dello smartphone, un vero e proprio personal media e la direttiva europea PSD2 relativa ai pagamenti digitali. Una rivoluzione, quest’ultima, che ha permesso per la prima volta ai clienti di poter dare accesso alle informazioni sul proprio conto corrente solo a chi vogliono, restituendo a persone e aziende la proprietà dei loro dati. Infine, ci ha messo lo zampino la pandemia del 2020, anno in cui gli istituti di credito hanno avuto molta difficoltà, nel nostro Paese, a processare le richieste da remoto dei prestiti garantiti dal Decreto Rilancio.

I numeri

Nel 2020, secondo i dati diffusi da una ricerca dell’Osservatorio Fintech e Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano, le startup Fintech e Insurtech italiane sono 300, di cui il 19%, durante il lockdown, è riuscito a cogliere nuove opportunità di business. Complessivamente, risultano 2541 startup Fintech e Insurtech internazionali, delle quali più della metà collabora con imprese non finanziarie, per una raccolta fondi pari a 55,3 miliardi di dollari.

Facilitare la fase di pagamento senza intaccare il business primario

I pagamenti digitali senza pos sono ormai una realtà, si veda, ad esempio, il caso di aziende come Satispay o SumUp, che si rivolgono ai piccoli punti vendita presenti sui singoli territori, ma la rivoluzione riguarda sopratutto le banche, che, sempre di più, stanno utilizzando il fintech per ottimizzare diverse attività svolte precedentemente dall’interno, facendo anche un altro salto di qualità, quello di erogare ai propri clienti servizi prodotti da altri attori. La flessibilità della tecnologia consente, infatti, l’integrazione dei servizi finanziari con qualsiasi altra attività commerciale, non fagocitando il business primario, ma, anzi, facilitando la fase di pagamento o finanziamento.

Il caso Enel X

Anche una grande società del gruppo Enel, come Enel X, ha strizzato l’occhio al fintech, affidando a Workinvoice l’invoice trading. Anche in questo caso lo scopo è quello di erogare servizi che nascono digitali, in quanto digitalizzare un servizio preesistente non si rivela, poi, così efficace rispetto a uno nativo digitale.

I marketplace

Il nuovo business model, basato sui marketplace – tra cui quello sviluppato da Workinvoice nel 2015 all’interno del quale singole aziende possono cedere i propri crediti commerciali a una controparte selezionata – prevede tre attori in campo: la banca o la corporation, la società fintech e l’istituto di pagamento.

Caratteristiche di una fintech vincente

Quali saranno le fintech vincenti? Quelle che, nel futuro, saranno in grado di offrire a banche e imprese, soluzioni “chiavi in mano”, il che significa un modello su misura del cliente che si integra perfettamente con la struttura dello stesso. Senza trascurare nessun aspetto: infrastruttura, processi, competenze, risk management.


The revolution of embedded finance

Banks and large Italian corporations “embeddize“. In fact, technology applied to finance (fintech) is a boom in Italy, which, in this period, enters a new phase called embedded finance. In short, we have moved from technology applied to finance to the transformation of the fintech companies themselves, which, to the present day, have become real digital service providers for companies and credit institutions. An example is Workinvoice, a startup founded in 2013 by Matteo Tarroni, Fabio Bolognini and Ettore Decio, the first fintech company to launch in Italy the online market of invoice trading, which is the alternative channel for advancing invoices.

Reasons and development of embedded finance

What are the reasons of this boom? Basically, four: the economic crisis of 2008, which declared the birth of fintech in the Us. Second, the surge in new technologies, especially smartphones, real personal media. Moreover, the European directive PSD2 on digital payments, which for the first time allowed customers to be able to give access to information on their current account only to whoever they want, giving back ownership of data to people and companies. Finally, the pandemic of 2020, the year in which in our country credit institutions had a lot of difficulty in processing remote requests for loans guaranteed by the Recovery Decree.

Some figures

In 2020, according to data released by a research of the Fintech and Insurtech Observatory of the School of Management of the Politecnico of Milan, there are 300 Italian Fintech and Insurtech startups. During the lockdown, 19% of them managed to seize new opportunities of business. Overall, there are 2541 international Fintech and Insurtech startups, of which more than half collaborate with non-financial companies, for a fundraising amounting to 55.3 billion dollars.

Facilitate the payment phase without affecting the primary business

Digital payments without POS are now a reality. It is the case of companies such as Satispay or SumUp, which turn to small points of sale in different territories. However, the revolution concerns above all the banks, which, more and more, are using fintech to optimize various activities previously carried out from within. They are also making another qualitative leap providing their customers with services produced by other players. In fact, the flexibility of the technology allows the integration of financial services with any other commercial activity, not overwhelming the primary business, but, on the contrary, facilitating the payment or financing phase.

The Enel X case

Even Enel X, a large company in the Enel group, winked at fintech, entrusting Workinvoice with the invoice trading. In this case the aim is to provide services that are born digital, as digitizing a pre-existing service is not so effective compared to a digital native one.

The marketplaces

The new business model, based on marketplaces – including the one developed by Workinvoice in 2015 within which individual companies can sell their trade receivables to a selected counterparty – provides for three players in the field: the bank or the corporation, the company fintech and the payment institution.

Characteristics of a winning fintech

What will be the winning fintechs? Those that, in the future, will be able to offer banks and businesses “turn-key” solutions. Shortly, it means a tailored model to the customer that integrates perfectly with the structure, but without neglecting any aspect, such as infrastructure, processes, skills, and risk management.

MARTA MECATTI 31 Articoli
Laurea in Sociologia (Comunicazione e mass media) all’ “Università “La Sapienza” e (specialistica) in Scienze Politiche a Siena. Master in Marketing e comunicazione a Milano (Istituto Superiore di Comunicazione). Giornalista pubblicista, ha pubblicato articoli e svolto ufficio stampa in Telecom Italia e in società di comunicazione.