Evviva, la s-danza è finita!

Evviva, la s-danza è finita, la danza del corpo
Soirée d’études, foto Panagiotis Maidis

Le tecniche del corpo

È il ballo-dance il nuovo punto di partenza per rinvigorire la danza contemporanea colta, che ultimamente aveva preferito procedere per sottrazione, dando vita a un fenomeno di post-danza, talvolta senza danza.

Sono numerosi gli esempi di una vivace ripresa del ballo-dance che entusiasma il pubblico, anche nuovo e giovane. Così la scoperta dell’arte del corpo in performance procede nel rispetto per le tecniche del corpo, fino ad appassionanti virtuosismi.

I festival dedicati, danze tradizionali e contemporanee

Una vetrina pregiata come il festival torinese Interplay connesso a iniziative internazionali come il Network Étape Danse, Crossing the Sea, Anticorpi XL, Fabrik, La Maison, ha puntato su questa linea di lavoro presente in più proposte.

Moritz Ostruschnjak da Münich ha costruito con il danzatore Daniel Conant un solo vertiginoso, Tanzanweisungen, che inanella centinaia di passi di ogni genere di danze selezionate da footage video trovati nel web. (Qui un video).

Il duo mozambicano Otempodiz ha intrecciato danze tradizionali africane, hip hop e acrobazia dialogando in piazza con gli immigrati dal Continente Nero della multietnica Circoscrizione Aurora.

Dalla polka, alla house dance, all’erotico krump

La “vecchia” polka chinata maschile – a ginocchia piegate- di Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 2019, Save the Last Dance For me, incanta con una vertigine di bravura nel cambio di ruolo, nel disegno delle traiettorie e nelle rotazioni rapide mozzafiato.

È la house dance invece a nutrire Soirés d’études, dal Belgio, con Cassiel Gaube, Alesya Dobysh, Waithera Schreyeck, che improvvisano in silenzio – solo loro hanno la musica negli auricolari – e alla fine rilasciando il sonoro in sala, dove nessuno fiata anche nel silenzio dell’azione.

Fabritia D’Intino in Wannabe gioca e si interroga sulla seduttività dei fianchi e delle natiche dell’erotico krump femminile, sempre presente nella videomusic, specie quella latina. (Qui un video)

La danza del corpo nei balli coppia

All you need is parte da alcune figure dei balli di coppia come valzer, salsa, tango e diventa una lente d’ingrandimento sui rapporti di coppia fluidi e multipli tra due uomini e una donna, Emanuele Rosa, Armando Rossi e Maria Focaraccio.

Vitalità, fiducia nel corpo, apertura ai temi di gender come in Somos, intrecci sapienti di muscolature femminili, il duo Carla Cervantes Caro e Sandra Egido Ibáñez dalla Spagna, e abbracci al maschile con il tramite di un’armonica a bocca suonata insieme, sempre avvinti, come in Breathe with me a Moment di Uri Dicker e Torner Giat da Israele, dimostrano che la voglia di ballare sposa la coreografia attuale uscendo felicemente dalle secche della “non-danza”.

Rave dance, una nuova corrente

Ma anche un’altra nuova corrente rianima le scene della danza teatrale, con entusiasmo e convinzione, a partire dal ballo. Danzare si può, trovando energie fresche e incrociando le tecniche apprese con la spontaneità dei rave a contatto con la musica “artificiale” battente. Non solo il rinnovato Ballet National de Marseille con il magnifico Room with a View, musicato live dal produttore Rone, ma anche altri/altre si gettano ora nella mischia con una iper-danza contagiosa.

Una scatenata performance

Into the Open di Lisbeth Gruwez (produzione KVS – Royal Flemish Theatre, Theater Im Pumpenhaus, Dansens Hus Oslo, Vooruit Ghent, Ancienne Belgique) è un concerto con sette performer scatenati, tra cui il chitarrista Maarten Van Cauwenberghe, complice-compagno della coreografa, dove anche i danzatori contribuiscono a creare una ritmica indiavolata, mettendo in campo la formazione ricevuta e l’ardimento nel cercare dinamiche personali impavide.

In Italia, la Lavanderia a Vapore ha accolto lo spettacolo con successo travolgente. (Qui un video)

Una rievocazione selvaggia e libera

Mette Ingvartsen, danese, con The Dancing Public rievoca l’estasi di possessione di un antico episodio di danza collettiva e frenetica per giorni e giorni – coreomania – avvenuto nel Medioevo, mettendo in campo la sua fortissima e selvaggia fisicità con cui contagia il pubblico, liberandolo dalle catene del corpo bloccato dai confinamenti e divieti virali. Essen, Bruxelles, Vienna, Utrecht, Avignon, Bruxelles, Oslo hanno accolto lo spettacolo con favore, così come in Italia il Teatro India a Roma e il Festival delle colline al teatro Astra di Torino. (Qui un video).

Bolzano Danza ospita il gruppo di Josette Baïz

Per celebrare i suoi trent’anni il Groupe Grenade di Aix-en-Province, junior e multietnico, diretto da Josette Baïz ricorre a (La) Horde marsigliese (la hit Room with a View con Ron) e alla coreografa australiana Lucy Guerin per il programma Demain, c’est loin!, tre brani sul tema della rivolta dei giovani che non si rassegnano al mondo che li circonda. In programma a Bolzano Danza. (Qui un video).

 

Evviva, la s-danza è finita, ora la tecnica del corpo
Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini nella Polka chinata di Alessandro Sciarroni, foto Andrea Macchia

 

Della stessa autrice: Il genio e l’incanto di William Forsythe