Berlino, Wines e i cinquant’anni di SITE

L'immagine mostra James Wines, seduto ad un tavolo con le braccia conserte mentre guarda vrso l'osservatore. Ha capelli, barba e baffi bianchi, porta occhiali e veste una camicia grigia con un gilet verde scuro

Una retrospettiva a Berlino

Per festeggiare i  50 anni di SITE, fondato da James Wines nel 1970,  l‘architetto Sergei Tchoban, direttore della Fondazione Tchoban di Berlino, ha organizzato una mostra di disegni, una sessantina dell’artista e architetto americano, all’insegna del principio filosofico di WInes Context is a Content. Nell’organizzazione le opere grafiche in mostra, l’autore ha tenuto conto dell’assorbimento delle fonti di idee dall’ambiente che peraltro è stato assunto anche come strategia tematica. La mostra sarà inaugurata giorno 28 Novembre 2020 e durerà fino al 7 marzo 2021

http://www.tchoban-foundation.de/

Tutto in una lampadina

Tutta l’opera di James Wines – l’architettura, l’arte, il design, il visual design – può essere condensata e, in certo senso, esemplificata, dalla lampadina “Black Light”, disegnata nel 1991 per Foscarini. Si tratta di una normale lampadina a bulbo, appesa a un cavo e inserita in un portalampada.

Quando essa si accende, però, la luce non viene proiettata dalla lampadina, che resta oscura, ma dal portalampada che si illumina. In questo oggetto predomina dunque, sulla funzione, sull’utilità, sul valore economico e perfino sulla forma, un senso dell’inversione dei ruoli, di una insopprimibile tentazione per il capovolgimento, di un divertito scambio delle parti che fanno della progettazione di James Wines una specie di ossimoro architettonico, ossia, per usare le sue stesse parole, un “reverse room”, e cioè uno spazio nel quale il “sopra” è unicamente rappresentato dal “sotto”.

Gulliveriano

Il rovesciarsi continuo del punto di vista fa dell’opera complessiva dell’architetto americano, con forte radici nella cultura italiana, un tutto inscindibile. Gli edifici spezzati o frantumati, le architetture che si contendono lo spazio con la vegetazione, le forme ibride degli artefatti, reclamano una loro precisa corresponsione. Il che vale anche per le