Sri Lanka, a rebellion against poverty – La gente si scatena per la fame

Sri Lanka, a rebellion against poverty - La gente si scatena per la fame
Proteste antigovernative nello Sri Lanka; attribuzione: Di AntanO - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=116857384

While the world public follows with concern the war in Ukraine and the growing hostility between China and the Us, in Sri Lanka the first revolution breaks out due to the global crisis of some key resources.

Sri Lanka, the riots

One hundred thousand protestors have entered the presidential palace in Colombo, demanding the resignation of the Head of State Gotabaya Rajapaksa and Prime Minister Ranil Wickremesinghe, both ready to defect. The country is bankrupt, food and medicine are scarce, schools are closed, and fuel is restricted to essential public services.

This is not the first time that Sri Lanka has turned to the International Monetary Fund for loans and extensions, but in this case the negotiations are proving to be very difficult.

Inflation is expected to be at 60 per cent by the end of 2022 and dollar reserves are almost non-existent.

The government claims that Covid has hit tourism hard, on which the state budget is largely based, and the attacks on Christian churches have frightened the country’s regular visitors.

Economic situation

The reality is that Sri Lanka has for many years been importing $3 billion more in goods than it exports, and this has severely compromised the budget of an already poor nation.

Of great concern is the debt to China which, if not honored, would make the country subservient to Beijing. Therefore, domestic public opinion has put the spotlight on the money borrowed from the Dragon and used for unnecessary infrastructure.

The IMF pointed out two fundamental mistakes made by governments as of 2019: a sudden reduction of taxes and too low interest on loans to private individuals.

The total foreign debt amounts to USD 51 billion, but the G7 countries have pledged to restructure it or even facilitate its cancellation. India will invest USD 1.9 billion.

What is happening on the island sounds as a warning to larger Asian countries such as Pakistan and India, which are increasingly struggling with inflationary food and energy prices.

The FAO has calculated that the average food price index increased by 28% in 2021. To this the increase of the fuel for transporting goods must be added.


La gente si scatena per la fame

Mentre l’opinione pubblica mondiale segue con apprensione la guerra in Ucraina e la crescente ostilità fra Cina e Usa, nello Sri Lanka scoppia la prima delle rivoluzioni dovute alla crisi planetaria di alcune risorse fondamentali.

Sri Lanka, le rivolte

Centomila dimostranti sono entrati nel palazzo presidenziale di Colombo, chiedendo le dimissioni del capo dello Stato Gotabaya Rajapaksa e del primo ministro Ranil Wickremesinghe, ambedue prontissimi a defilarsi.

Il Paese è in bancarotta, il cibo e le medicine scarseggiano, le scuole sono chiuse e il carburante è riservato ai servizi pubblici essenziali.

Non è la prima volta che lo Sri Lanka si rivolge al Fondo Monetario Internazionale per ottenere prestiti e dilazioni; a dire il vero, in questo caso i negoziati si rivelano veramente difficili.

Infatti si prevede che alla fine del 2022 l’inflazione sarà al 60% e le riserve di dollari sono quasi inesistenti.

Il governo sostiene che il Covid ha colpito duramente il turismo sul quale si basa in buona parte il bilancio dello Stato, e gli attentati alle chiese cristiane hanno impaurito gli abituali visitatori del Paese.

La situazione economica

La realtà è che lo Sri Lanka da moltissimi anni importa merci per 3 miliardi di dollari in più di quanto non esporti e in aggiunta a questo ciò ha compromesso pesantemente il bilancio di una nazione già povera.

Preoccupa molto il debito con la Cina che, se non onorato, renderebbe il Paese assoggettato a Pechino.

L’opinione pubblica interna per tale ragione ha messo l’accento sul denaro adoperato per infrastrutture inutili preso in prestito dal Dragone.

Il FMI ha segnalato due errori fondamentali compiuti dai governi a partire dal 2019: un’improvvida riduzione delle tasse e interessi troppo bassi sui prestiti ai privati.

Il debito con l’estero complessivo ammonta a 51 miliardi di dollari, ma i Paesi del G7 si sono impegnati a ristrutturarlo se non addirittura a favorirne la cancellazione, mentre l’India investirà 1,9 miliardi di dollari.

Ciò che sta avvenendo nell’isola suona come monito per grandi Paesi asiatici come il Pakistan e l’India, che fanno sempre più fatica a fronteggiare l’aumento inflazionistico dei prodotti alimentari e dell’energia.

La FAO ha calcolato che nel 2021 l’indice medio dei prezzi degli alimentari è aumentato del 28%. Oltre a questo bisogna poi aggiungere quello del carburante per il trasporto delle merci.

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