Suits, la recensione legale – The legal review

Serie del tipo legal drama che può contare su alcune idee originali che traghettano  lo spettatore attraverso casi legali, vicende personali, strategie, meccaniche di contrattazione aziendale e dinamiche interne agli studi legali della Grande Mela. La genialità mnemonica di Alex Ross, insieme alla sua penuria di titoli di studio, funziona da ottimo gancio narrativo. Tutta la tensione generata dalla necessità di tenere nascosto il suo segreto daranno vita a gustosi scambi e sotterfugi.

I dialoghi, sempre molto ben scritti, tendono al complesso quando affondano nel legalese. Ma rimedia un lato sentimentale che scalda un poco le, a volte ripetitive, manovre e tattiche giuridiche labirintiche e machiavelliche. Potreste assistere ad un numero di consegne di plichi, fogli piegati e biglietti da far girare la testa. Ma ci sono anche molte belle attrici, bei vestiti, belle macchine, belle case, forse troppo.

Specializzarsi in diritto societario a New York vuol dire curare ogni capello, ogni parola ed ogni gesto in una giungla di carrozzerie cromate, cocktail al veleno e geometrie di alleanze in continua metamorfosi. Man mano che le stagioni passano (sono 9) avremo il tempo di cambiare idea sulla simpatia dei personaggi una decina di volte.

Louis Litt in primis, sembra studiato per cavarci dal cuore i sentimenti più contrastanti. Ma alla fine non ne potremmo fare più a meno. L’unico sforzo che dovrete fare, se ci riuscite, è non continuare a vedere in Rachel Zane la moglie del principe Harry e duchessa del Sussex.

 

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Sigla

 


 

 

A legal drama series that can count on some original ideas and ferry the viewer through legal cases, personal events, strategy, company bargaining mechanics and internal dynamics at the Big Apple law firms. The mnemonic genius of Alex Ross, along with his lack of qualifications, works as a great narrative hook. All of the tension generated by the need to keep hiding his secrete will give life to tasty exchanges and subterfuges.

The dialogues, always well written, tend to be complex when they sink into legal talk. But, remedies a sentimental side that heats up, sometimes repetitive, the labyrinthine and Machiavellian legal manoeuvres and tactics. You may see a number of deliveries of packages, folded sheets and tickets to make your head spin. There are also many beautiful actresses, clothing, cars, houses, maybe a bit too much.

Specializing in corporate law in New York means taking care of each hair, each word and every gesture in a jungle of chrome bodies, poison cocktails and geometries ofalliances in continuous metamorphosis. As the seasons go by (there are 9), we will have time to change our minds about the sympathy of the characters about ten times.

Louis Litt in the first place, seems designed to get the most conflicting feelings out of our hearts. But, in the end we couldn’t do without it anymore. The only effort you’re going to have to make, if you can, is not to continue to see Rachel Zane as Prince Harry’s wife and Duchess of Sussex.

Informazioni su FABIO FOLLA 88 Articoli
Illustratore, grafico, storyteller, sperimentatore del web, docente di Storia dell’Arte e Disegno, insegna inoltre alla Scuola di Arti applicate del Castello Sforzesco di Milano e tiene un corso di Computer Game all’Accademia di Brera. Ha esposto in varie collettive.