L’editoria non è uno Scoglio, Gabriella Brembati

L'editoria non è uno Scoglio, Gabriella Brembati
Gabriella Brembati nella sua galleria assieme al marito, l'artista e scrittore Stefano Soddu

Un dialogo con Gabriella Brembati, fondatrice della galleria d’arte Scoglio di Quarto a Milano e editore di preziosi volumi che fondono arte e poesia.

 

Gérard-Georges Lemaire: Gabriella Brembati, la galleria esiste da più di venti anni, quando è nata l’idea di una collana di libri. Come si presentavano questi volumi?

Gabriella Brembati: Fin dalla nascita della galleria (1998) e fin dalle prime mostre ho sentito la necessità di documentare il lavoro fatto, le mostre e gli eventi organizzati e per quanto possibile le opere esposte. Per far questo ho anche pensato che l’arte contemporanea andasse abbinata alla cultura in generale. Io amo la poesia e, lavorando con Stefano (Stefano Soddu, ndr), artista che ama scrivere poesie, per una delle prime mostre dedicata a Milano, “Aria di Città” (1998), ho realizzato un pieghevole con un testo di Carlo Castellaneta, le opere degli artisti esposti e una poesia di Stefano Soddu, intitolata proprio Aria di città. Da allora non vi è stata mostra senza un documento cartaceo, catalogo o pieghevole e, in qualche caso, libro, predisposto ad hoc.

Oltre al documento che presentava la mostre, strumento per far conoscere il lavoro dell’artista, ho pensato che fosse necessario altro. Dovevo trovare modi alternativi per promuovere le opere d’arte e il prodotto degli artisti che seguivo e che frequentavano la mia galleria.  Così ho studiato e predisposto una collezione di arte unica e originale che consisteva in una serie di cartellette le quali contenevano opere d’arte, se pure di ridotte dimensioni.

La serie, chiamata “Pensiero d’Arte” è stata la mia prima collana ed ha coinvolto circa cento artisti.

Successivamente, pensando alla necessità primaria dell’arte per la vita e la crescita umana dell’Uomo, ho studiato con Danilo Premoli, amico e architetto, un piccolo logo dal profilo seghettato come un francobollo. In tale modo è nata “Arte Prioritaria”, ispirata proprio al francobollo della posta prioritaria, anche nei colori utilizzati. Quindi ho predisposto un’edizione destinata ad essere spedita per posta. Si trattava di fotocopie delle opere, accanto alle quali vi erano brevi scritti poetici, contenute in una copertina di cartone pesante, legate da elastici. Il tutto  organizzato come una sorta di plico postale.

Le edizioni erano totalmente artigianali e venivano assemblate in galleria da me, Stefano e gli artisti rappresentati. I libretti poi venivano spediti per posta nell’ ambito dell’idea di Arte Postale.

“Segni e Parole” è un’altra collana costituita da fotocopie che col tempo ha avuto un’evoluzione; anziché fotocopie di opere, ho inserito opere originali in un formato particolare, stretto e verticale. La forma dell’opera contenuta e dello scritto richiamava la forma della cartella.

G.G. L. : Avete creato altre serie di libri?

G. B. : Il marchio Arte Prioritaria ha dato il nome anche ad una collana di libri di piccolo formato. In ogni copertina, oltre al titolo e agli autori, vi è un’etichetta adesiva posta a mano, con un disegno di Stefano Soddu che illustra il senso del libro.  Il primo volume è stato pubblicato nel 2013: una raccolta di racconti proprio di Stefano, dal titolo “Shanghai, un bastoncino per ogni ricordo”. L'editoria non è uno Scoglio, Gabriella Brembati Fino ad arrivare a  quattordici volumi con opere di poeti (tra cui Miklos N. Varga, Isabella Sandon Tenca), artisti (tra cui Lorenzo Bocca, Luca Giacobbe, Stefano Soddu, Alvaro, Sergio Dangelo), critici (tra cui Gérard-Georges Lemaire, Alberto Barranco di Valdivieso, Luca Pietro Nicoletti, Cristina Rossi, Luciano Caramel), scrittori (tra cui Franco Vertovez, Stefano Soddu, Nicola Costanzo).

Infine una collana chiamata “Ad Personam” è nata nel 2010.

“Ad Personam” nasce con la collaborazione di Miklos N. Varga, critico d’arte e poeta.  I libri di questa collana, che ha  avuto sessantacinque edizioni (sei per anno per trenta copie ciascuna, salvo l’ultimo anno di cinque), partivano da una poesia di Varga dedicata ad un artista amico e ciascun libretto conteneva un’opera unica e originale. Il progetto ha coinvolto sessantacinque artisti del mondo culturale soprattutto milanese tra cui, per citarne alcuni,  Arnaldo Pomodoro, Emilio Isgrò, Walter Valentini, Sandro Martini, Sergio Dangelo, Valentino Vago, Mario Raciti, Grazia Varisco, Alvaro, Adalberto Borioli e molti altri. L’edizione è stata studiata in modo da mettere in evidenza la poesia, mentre l’opera rimaneva contenuta all’interno,  protetta da una carta pergamena.

Un discorso a parte si riferisce a tre edizioni di “Ritratti di Studio” con le fotografie di Enrico Cattaneo e gli scritti di Stefano Soddu. Il lavoro riguarda settantacinque studi d’artista di Milano e dintorni e ha richiesto complessivamente circa dieci anni di lavoro. Si tratta di volumi molto ricercati dagli studiosi d’arte e ripresi, per la documentazione contenuta, dalla facoltà di ingegneria dell’Università degli Studi Milano – Bicocca.

Per la realizzazione di tutti i progetti editoriali devo ringraziare mio marito Stefano Soddu:  da artista e scrittore, ha dato un concreto ed essenziale contributo alla realizzazione di questi impegnativi lavori con la sua costante presenza e fattiva collaborazione.

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