Dances in revolt – Danze in rivolta

la foto a colori mostra un gruppo di ballerini che danzano all'interno di una coreografia fatta di grandi massi
3-Room-With-A-View-di-Rone-e-LAHORDE-con-Ballet-national-de-Marseille-_-Courtesy-La-Biennale-di-Venezia-©-Andrea-Avezzù

French dance must be recognized as having an enviable vitality. The history of the Ballets de Marseille is an example of rebirths and restarts, which today sees yet another stage with the revolutionary direction of the collective (La) Horde. It is composed by Marine Brutti, Jonathan Debrouwer and Arthur Harel, who were together since 2013, when they were in their twenties.

Founded in 1972 by the will of the then mayor of Marseille, Gaston Deferre, the Marseille company long carried the brand of Roland Petit, champion of post-war French ballet, with his Musa Zizi Jeanmaire and with artistic partners such as Yves Saint-Laurent, Keith Haring and Pink Floyd.

History of ballet in Marseille

In 1981 the group changed its name to Ballet National de Marseille and ten years later it will finally have its own building with a nearby École Supérieure de Danse.

Here, having left Petit, the dance activity continues in the wake of the new Center Chorégraphique National, under the guidance of Marie-Claude Petragalla, former étoile of the Opéra de Paris (1998-2004). She was followed by the Belgian Frédéric Flamand, who collaborates with great international architects (2004-2014), and again by Emio Greco and Pieter Scholten (2015-2018), an Italian-Dutch couple with a radical style, who define themselves “extremalist”, authors among other things of a fierce Comedy on Dante in 2011.

(La) Horde

In 2019 the direction of the CCN-BNM passes to (La) Horde, three young people of the post-internet transmedial generation, known for the short film Novaciéries (2015). They were also famous for the rioter To Da Bone (2017), born from the web exchanging wide- ranging dances, as far as Georgia, and for the dances in Lady Macbeth to the Minsk district under the direction of Fanny Ardant at the Athens opera house. For (La) Horde, the stage and the screen are both political places to fight.

The name (La) Horde comes from the science-fiction story La Horde du Contrevent by Alain Damasio – the (La) in brackets is used to bypass the vexata question of gender.

Today the Ballet de Marseille amazes with Room with a View created in 2020 with Rone (Erwan Castex), electronic producer and composer who acts at the live console, involving the dancers in a project-manifesto of brute dynamics, at the limits of physical risk. At the same time, the scene collapses and earthquakes: the décor of elements with the appearances of high walls of now fragile reinforced concrete, mobile like tectonic plates pushed by a devastating magma.

4 choreographers

This year the Marseille dancers also made their debut in a Program Lucinda Childs, Tânia Carvalho, Lasseindra Ninja, Oona Doherty, four choreographers from different generations, different countries, and different styles.

Lucinda Childs (1940), great post-modern American followed the rehearsals of her Tempo near (music by John Adams) in Zoom. Portuguese Tânia Carvalho (1976) has signed One of Four Periods in Time (Ellipsis), an expressionist work out of time and gender. Lasseindra Ninja (1986), of Guianese origin, a leading figure in French queer voguing, brought to theater clubbing with pink latex suits in its Mood. Irish Oona Doherty (1986), Silver Lion at the Venice Biennale Danza, known for combative songs such as Hard to be Soft, has rewritten her Lazarus struggling to rise again (2020).


Danze in rivolta

Bisogna riconoscere alla danza francese una vitalità invidiabile. La storia dei Ballets de Marseille è un esempio di rinascite e ripartenze che oggi vede una ennesima tappa con una direzione rivoluzionaria, affidata al collettivo (La Horde), cioè Marine Brutti, Jonathan Debrouwer e Arthur Harel, insieme dal 2013, quando erano ventenni.

Nata nel 1972 per volontà dell’allora sindaco di Marsiglia, Gaston Deferre, la compagnia marsigliese portò a lungo il marchio di Roland Petit, campione del balletto francese del dopoguerra, con la sua Musa Zizi Jeanmaire e con partner artistici come Yves Saint-laurent, Keith Haring, Pink Floyd.

Storia del balletto a Marsiglia

Nel 1981 il gruppo cambiò nome in Ballet National de Marseille e dieci anni dopo avrà finalmente un suo edificio con annessa una vicina École Supérieure de Danse.

In questa sede, partito Petit, l’attività coreutica continua poi nel solco del nuovo Centre Chorégraphique National, sotto la guida di Marie-Claude Petragalla, già étoile dell’Opéra de Paris (1998-2004), seguita da Frédéric Flamand, belga, che collabora con grandi architetti internazionali (2004-2014), e ancora da Emio Greco e Pieter Scholten (2015-2018), coppia italo-olandese dallo stile radicale, definito “estremalista”, autori tra l’altro nel 2011 di una feroce Commedia su Dante.

(La) Horde

Nel 2019 la direzione del CCN-BNM passa a (La) Horde, tre ragazzi della generazione transmediale post-internet, noti per il cortometraggio Novaciéries (2015) e per il rivoltoso To Da Bone (2017), nato dal web scambiandosi danze ad ampio raggio, fino alla Georgia, e per le danze in Lady Macbeth al distretto di Minsk con la regia di Fanny Ardant al teatro dell’opera di Atene. Per (La) Horde la scena e lo schermo sono entrambi luoghi politici in cui dare battaglia.

Oggi il Ballet de Marseille, elettrizzato da (La) Horde, che prende nome dal racconto di science-fiction La Horde du Contrevent di Alain Damasio, il (La) tra parentesi per scavalcare la vexata quaestio del gender- travolge con Room with a View creato nel 2020 con Rone (Erwan Castex), produttore e compositore elettronico che agisce alla consolle live, coinvolgendo i ballerini in un progetto-manifesto di dinamica bruta, ai limiti del rischio fisico, mentre crolla e terremota la scena, il décor di elementi con le parvenze di alti muri di cemento armato ormai fragile, mobili come placche tettoniche spinte da un magma devastante.

Quattro coreografe

Quest’anno i danzatori marsigliesi hanno debuttato anche in un Programme Lucinda Childs, Tânia Carvalho, Lasseindra Ninja, Oona Doherty, quattro coreografe di diverse generazioni, diversi Paesi e diversi stili.

Lucinda Childs (1940), grande post-moderna americana per il suo Tempo vicino su musica di John Adams ha seguito le prove in Zoom. La portoghese Tânia Carvalho (1976) ha firmato One of Four Periods in Time (Ellipsis), un lavoro espressionista fuori dal tempo e dal gender, Lasseindra Ninja (1986), di origine guianese, figura di spicco del voguing queer francese, ha portato in teatro il clubbing con tute di latex rosa nel suo Mood; l’irlandese Oona Doherty (1986), Leone d’argento alla Biennale Danza di Venezia, nota per brani battaglieri come Hard to be Soft, ha riscritto il suo Lazarus che lotta per risorgere (2020).

 

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ELISA GUZZO VACCARINO 62 Articoli
Laureata in filosofia, ha insegnato storia ed estetica della danza in università italiane e straniere e alla scuola di ballo della Scala di Milano. Si occupa di danza per Quotidiano Nazionale, periodici e riviste specializzate, scrivendo anche libri. Collabora con la Biennale Danza di Venezia e il Premio Carla Fendi di Spoleto.