Le Spore, poesie

fotografia, colori, interno, ritratto di Angelo Gaccione scrittore italiano e poeta, in aula presso università di Ginevra, uomo brizzolato, occhiali, maglione blu e camicia azzurra
Angelo Gaccione presso l’università di Ginevra

È appena uscita, per le edizioni Interlinea, l’ultima produzione di Angelo Gaccione, scrittore e poeta, con prefazione di Alessandro Zaccuri e una testimonianza di Lella Costa.

Angelo Gaccione, Spore, Ed. Interlinea, 2020.

Qui di seguito una parte delle composizioni pubblicate.

 

Al mercato della speranza
ne comprò una di scorta:
«È per i giorni lieti», si disse.

 

Si lavò a lungo le mani,
le strofinò con cura:
era denaro che grondava sangue.

 

Raccontò un racconto
sublime.
Non ci incantò il racconto.
È come raccontò il racconto,
che ci incantò.

 

Partirono di buon mattino
e si diressero ad est.
Nessuna felicità li sorprese
per strada, ma
il sole.

 

All’uomo! All’uomo!
gridò il lupo.
E non fu il solo
a prendere la via del bosco.

 

Mise la fiducia nelle sue mani.
Mani che confortavano pene,
mani che asciugavano lacrime.
Prima che le inchiodassero.

 

La morte andando per via,
incontrò la miseria.
«Ci mettiamo insieme?» le chiese.
«Ho sposato la guerra» rispose,
«sei arrivata tardi».

 

Eravamo giovani, allora,
e ogni illusione fu possibile.
Non eravamo noi ad aver torto,
aveva torto la vita.

 

Uscimmo da una primavera di sangue,
ma era comunque primavera.
Se il rosso bagnò i campi,
non fu nostra la colpa.
Uomini innamorati della morte,
noi non lo fummo mai.

 

Canto mio se puoi, raggiungimi a***
qui dormono i miei morti.
Da vivi, il nostro dire fu parco.
Un canto, solo un canto,
ma vieni prima di sera.

 

Nessun gesto è inutile,
ricorda che sarai emulato.
Prima che fosse palla,
la neve era un semplice fiocco.

 

Sulla poltrona di vimini in giardino,
la sua forma vi si è rappresa.
Vivida, come se un torchio,
ve l’avesse incisa.
Un ramo del pesco le fa ombra al viso.
E ogni volta che riapro la casa,
ho quasi la tentazione di svegliarla.

 

Hanno percorso i nostri stessi passi,
e consumato i sassi della via.
Posiamo i piedi dove li hanno messi,
dove si son fermati noi sostiamo.
Hanno teso la mano,
questo vi sia d’esempio.
Hanno innalzato muri,
questo vi sia di monito.

copertina del libro di poesia di Angelo Gaccione, "Spore", Ed. Interlinea, 2020, illustrazione di un pavone in bianco e nero

 

ALESSANDRO ZACCURI
(dalla prefazione al libro)
Esatti come proverbi, i componimenti di questa nuova raccolta possono cogliere alla sprovvista anche chi da tempo segue e apprezza l’opera di Angelo Gaccione. Non viene meno la tensione etica che, fin dall’epoca del sodalizio con Carlo Cassola, ha sempre rappre­sentato un elemento riconoscibilissimo nella vicen­da dell’autore, sia pure nella continua escursione tra generi e linguaggi differenti. In Spore però la dimen­sione civile assume una cadenza più familiare, quasi intima, come se il lungo dissidio fra le origini calabresi e la conseguita milanesità – e a Milano, ricordiamolo, Gaccione ha dedicato alcune delle sue pagine più im­portanti – si fosse finalmente assestato sul crinale che sta tra attesa e memoria, tra rievocazione elegiaca del passato e scommessa caparbia su un futuro che tar­da ad avverarsi…

LELLA COSTA
Poesie che “suonano”
(una testimonianza contenuta nel libro)
…Non ho competenze letterarie, ma mi piace legge­re poesie, e so riconoscere quelle che “suonano” – e dunque sono perfette per essere condivise con un pubblico. Per quel che vale il mio giudizio, la poesia di An­gelo “suona”: possiamo leggerla, ascoltarla, e perché no, anche danzarla.

ANGELO GACCIONE
è nato a Cosenza. Narratore e drammaturgo, ha pubblicato numerosi libri di saggi, racconti, fiabe, aforismi e testi teatrali. Fra i più noti ricordiamo: Il sigaro in bocca, Manhattan, L’incendio di Roccabruna, La striscia di cuoio, Disarmo o barbarie (assieme a Carlo Cassola); L’immaginazione editoriale. Personaggi e progetti dell’editoria del secondo Novecen­to (assieme a Raffaele Crovi); il best seller Lettere ad Azzurra. A Milano ha dedicato quattro libri di succes­so: Milano, la città e la memoria; La città narrata (tre edizioni); Poeti per Milano; Milano in versi. Dopo un lungo silenzio editoriale, nel 2013 Angelo Gaccione ha pub­blicato tutto il suo teatro in un unico volume Ostaggi a teatro. Testi teatrali 1985-2007, in cui compaiono te­sti come Tradimenti, La Porta del Sangue, Stupro, Dal fondo, Pathos, Single, Hermana, La sedia vuota, La se­duta, ecc.; e un’elegante edizione aggiornata di Milano città narrata per mesi fra i libri più venduti dedicati a Milano. Nel 2016 è uscita la raccolta di riflessioni e pensieri Il lato estremo e ha curato assieme a Giorgio Colombo Intervista a Pier Paolo Pasolini. Torino 1961. Nel 2017 per il centenario della nascita dello scrittore ha curato il carteggio Cassola e il disarmo. La letteratu­ra non basta e pubblicato un delizioso volume di fiabe dal titolo L’orologio di mastro Hanus. In poesia mol­to apprezzata la sua raccolta Lingua Mater (in lingua dialettale con testo italiano a fronte). Notevole il suo impegno civile espresso anche attraverso un’ampia produzione saggistica. Vive e lavora a Milano dove, da diciassette anni, dirige il giornale di cultura Odis­sea a cui collaborano prestigiose firme della cultura italiana ed internazionale.

 

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