Angela M. Piga, sculture come poesie sonore

la foto a colori mostra una scultura di colore nero che raffigura un animale umanizzato
Maria Angela Piga, One Knight.

L’artista presenta fino al 12 giugno la sua seconda mostra personale presso Maja Arte Contemporanea di Roma. Con un titolo letterario, metaforico: “Sineddoche”. Scrittrice e artista, da circa cinque anni si è tuffata nella scultura riversandovi le sue energie intellettuali e manuali: venticinque sculture inedite in ceramica e terracotta.
“Yuètù” è uno dei titoli. L’opera è dedicata al coniglio lunare della tradizione cinese ed estremo orientale in genere. Non si tratta di figurazione mimetica. Infatti Angela Piga parla di animali umanizzati, nel senso di collegamento con l’ibrido che si è affermato nel nostro tempo. E in questo ibrido, l’artista include il senso dell’incompiuto, sul piano dell’opera (grazie alla modellazione libera). Da qui la chiamata in causa, anche nel titolo della mostra, della figura retorica della sineddoche esprimente, appunto, la parte per il tutto. Un terreno che diventa per la scultrice un “interregno antropomorfo di umanità e animalità”. Sineddoche è anche il titolo di una sua raccolta di poesie da lei definite sonore. La pubblicazione contiene anche una “intravista” (chissà, forse giocando con la parola spagnola “entrevista”) con Ludovico Pratesi.

Nota biografica

Maria Angela Piga è una scultrice italo- svizzera. Vive e lavora a Roma dove è nata. Laurea in Letteratura Francese alla Sapienza.
Come narratrice ha pubblicato “La sindrome di Salomone”, “I re selvatici”, il racconto “Il venditore di aria fritta” e la performance teatrale “Motherless Wave”. Poeta. Giornalista pubblicista, ha scritto d’arte anche su stampa straniera. Ha lavorato per molti anni in una galleria specializzata nell’arte dell’Est Europeo, dando il suo contributo alle mostre di Henryk Stazewski, Gyula Július, Getulio Alviani e altri.

È a Düsseldorf (dove vive per due anni dal 2015) che comincia a dedicarsi alla scultura usando l’argilla.
Nel 2016 è co-curatrice delle due mostre a Roma “A View of One’s Own – Three Women Photographers in Rome” all’American Academy, e “Portrait / Voice” al Museo della Mente.
Ha esposto in due mostre, entrambe a Roma: galleria Maja Arte Contemporanea, nel 2018 e, l’anno seguente, presso Gallerati (collettiva intitolata “Pezzi unici”).

 

la foto a colori mostra una scultura di colore marrone acceso che mostra uno yogi
Maria Angela Piga, Yoga Suite, terracotta.
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Dopo la laurea in economia, ha lavorato nel settore bancario. È stata poi coinvolta nella realizzazione del progetto FYINpaper (del cui team direttivo fa parte), mossa dalla passione per i libri, il teatro, il cinema, e la musica, discipline su cui scrive.