Emma, una voce per i disagi sociali

la foto a colori mostra un primo piano della cantante italiana Emma Marrone, con smalto nero e capelli biondi su di un lato, ma non lunghi
Emma Marrone

Emma (all’anagrafe Emmanuela Marrone), è nata il 25 Maggio 1984 a Firenze. Sin da bambina è attratta dalla musica e dal canto che diventeranno la sua professione con lo sguardo rivolto a Gianna Nannini, Loredana Bertè e Mina.

Nel 2003 muove i primi passi in un gruppo che si scioglie molto presto. Alcuni anni dopo partecipa alla nona edizione di “Amici”, classificandosi al primo posto. Fa buon uso di due strumenti, la chitarra e il pianoforte. Potremmo dire che è il pop-rock il genere musicale in cui si cimenta. Vari i giudizi critici a lei tributati, tra cui il noto Mario Luzzatto Fegiz. Secondo un pianista, Emma ha la voce di contralto graffiante e rauca e dalle tinte blues. Stimolata da questi giudizi, Emma si mette a studiare seriamente.

Nel 2012 vince il primo premio al Festival di Sanremo (al secondo e terzo posto, Arisa e Noemi) con la canzone “Non è L’inferno”, scritta dal leader del gruppo Modà col quale si è già esibita, sempre al famoso festival ligure, l’anno prima con il brano “Arriverà”. Nel 2014, con la canzone “La mia città”, rappresenta l’Italia all’ Eurovision Song Context.

Col tempo, Emma diventa una bravissima cantautrice, e molti sono gli album, specie a “carattere sociale”, come l’indipendenza femminile, la crisi economica, l’anoressia.

A questo riguardo, vale la pena mettere in evidenzia tre canzoni: “Sarò libera”, singolo che darà il titolo all’album omonimo pubblicato nel 2011 dalla Universal Music Group; ”Io di te non ho paura”, “contro la violenza sulle donne” che sanno dire di no e prendere in mano la propria vita senza sottostare a violenze e timori e senza avere vergogna di farsi aiutare, di vivere e respirare. A tal proposito Emma ha dichiarato: “l’istinto di sopravvivenza ci porta a scappare da qualcosa o da qualcuno che ci fa paura. Scappiamo perché temiamo di non avere il coraggio e di non essere abbastanza forti per restare e affrontare i nostri dèmoni. Questa è una storia di presa di coscienza di se stessi dove la voglia di liberarsi dalle oppressioni e dalle prigioni dell’anima diventa più forte di tutto”. Vale la pena ricordare un fatto realmente accaduto all’artista. Emma, poco più che maggiorenne, lottò contro un brutto male che fortunatamente superò. E forse è per questo che ha intitolato una sua canzone “Io di te non ho paura”. In questo caso, la violenza è rappresentata dalla malattia che l’ha aggredita. Questa è una storia di presa di coscienza di se stessi dove la voglia di liberarsi dalle oppressioni e dalle prigioni dell’anima diventa più forte di tutto. La terza canzone a contenuto sociale che ci piace ricordare è la citata “Non è l’Inferno”. Il tema cardine è la crisi economica, o meglio la difficile situazione sociale italiana di quel periodo. Spiega Emma: “l’Italia siamo tutti noi, che poi ci sia un governo a darci delle direttive è giusto, se no saremmo esseri esterofili. Ma andate un mese in America o in Francia a vedere come si vive. Perché dobbiamo sempre sminuirci rispetto all’Europa e al Mondo: abbiamo superato la fame, le guerre; supereremo anche questa crisi”. Infatti, il testo di questa canzone è improntato alla fiducia e all’ottimismo.

L’autore delle parole, Francesco Silvestre dei Modà, dice: “il brano parla delle difficoltà che vivono molti italiani, in particolare quelli che hanno dato tanto a questo Paese, come i nostri anziani, la gente che ha combattuto, ha fatto sacrifici per il futuro dell’Italia e di cui allo Stato non frega più niente’’.

Emma, oggi 37enne, ha partecipato a diverse iniziative di solidarietà, impegno sociale e beneficienza. Nel febbraio del 2011 è stata attiva nella manifestazione “Se non ora, quando?”, movimento a favore dei diritti delle donne. Inoltre, per un anno ha svolto il servizio civile di assistenza agli anziani a domicilio. Ha poi promosso una campagna di sensibilizzazione alla prevenzione dei tumori tra i giovani. E già, nel 2010, era attiva in tal senso. Infatti, insieme ad altri 12 cantanti di “Amici 9” ha pubblicato il singolo intitolato “Cellule, per rinascere basta un attimo”, il cui ricavato è stato devoluto all’istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” e all’istituto dermatologico San Gallicano, entrambi di Roma. Dal 2011 si impegna come testimonial a favore dell’Associazione Italiana per la ricerca sul cancro. Lo stesso anno, presta il proprio volto per una campagna dedicata alla prevenzione oncologica operata dall’associazione. Nel 2012 partecipa al “Dream on Show”, spettacolo organizzato dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Inoltre, partecipa al concerto “SLAncio di vita”, contro quella malattia e collabora con la Protezione Civile della Misericordia devolvendo il ricavato a Lastra a Signa. Dal 2014 supporta “Nevergne Up”, associazione no profit per lo studio e la cura dei disturbi alimentari.

Ecco un esempio delle sue insofferenze verso la crisi economica espresse nella canzone “Non è l’inferno”: “Ho dato la vita e il sangue per il mio Paese e mi ritrovo a non tirare a fine mese/ due guerre senza garanzia di ritornare/ parlo per tutte quelle povere persone che ancora credono nel bene/ Se tu credi nel Paese dimmi cosa devo fare per pagarmi da mangiare, per pagarmi dove stare”.

ELISABETTA STRANO 3 Articoli
Pittrice, disegnatrice. Formazione: lingue (diploma liceale), pittura (laurea specialistica accademia di belle arti), musica pop che coltiva specialmente in relazione ai cantautori italiani.