Disney-X-FILES

Spesso se non sempre, la dove c’è l’esposizione di qualcosa, dove questa esposizione è reiterata, pervicace, continua, la cosa più importante è quello che non c’è.  Il gioco del linguaggio pubblicitario è proprio questo. Vediamo solo il lato fotogenico dell’oggetto pubblicizzato. E’ un linguaggio studiato, non in senso superficiale, studiato in profondità. Orde di psicologi se ne occupano. 

La narrazione 

L’arte della narrazione, da sempre, è la scienza del presentare un punto di vista soltanto senza che questo si noti troppo. La narrazione è, nell’epoca dei media, una campo molto ampio, omnicomprensivo e coinvolge, ormai, chiunque. Si mette piede fuori dalla propria intima casetta e siamo immersi nella narrazione. E’ un magma fagocitante e riuscire ad accorgersene non è semplice. Come un pesce non s’accorge di essere circondato dall’oceano.

Il mondo della big D.

Nell’universo Disney che pratichiamo da decine e decine di anni ci siamo mai chiesti cosa manca?
Ci sono le armi, ad esempio, chi le produce? Ci sono le fabbriche di armi? Chi è il proprietario? Sapendo che è uno sei settori più remunerativi, possibile che Paperone non ci abbia investito? Sono tutte di Rockerduck? Possibile, ma non è stato mai chiarito. 

Chi produce i cellulari, le scarpe, le auto? Possibile che, come da noi, non ci sia lo sfruttamento della mano d’opera a basso costo dei paesi poveri? Si può guadagnare così tanto da riempire una piscina senza fare affari sporchi? Senza mettersi d’accordo con dittatori o approfittare dell’ingenuità altrui? 

Solo fiabe?

Non fraintendiamo, è chiaro che sia tutta una narrazione inglobata nel paradigma della fiaba. E’ giusto che sia interpretato in modo diverso dalla realtà, ma è la realtà che sta diventando un fumetto. E’ un mondo in cui il divario tra ricchi e poveri si sta allargando inesorabilmente, un mondo in cui le persone più ricche del mondo si comportano come Paperone. Investimenti in campi disparati, voler andare nello spazio, cavalcare le nove tecnologie (pensiamo ad Archimede Pitagorico), accaparrarsi mezzi di comunicazione, voler incidere sulla politica in modo diretto come Kingpin (il nemico fumettistico di Daredavil). La classifica degli uomini più ricchi del mondo è fatta di oligarchi pronti a schierarsi col più forte in 10 secondi netti, spregiudicati speculatori impermeabili alla coscienza del limite.

Se avessimo visto anche il lato oscuro del simpatico burbero papero di casa Disney magari saremmo stati più accorti anche a questo. Ed in generale, la dove c’è qualcosa di esposto platealmente, è bene farsi le domande giuste. Cosa non c’è?

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