Afghanistan, women oppression covered by the Ukrainian war – Di nuovo infranti i diritti delle donne

Afghanistan, women oppression covered by the Ukrainian war - Di nuovo infranti i diritti delle donne
Photo: Women of Afghanistan banner ita.jpg, by Camelia.boban (derivative work from Woman of Afghanistan.jpg, by Eric Draper), CC BY-SA 4.0

Afghan women, no rights

Once again women’s rights are violated in Afghanistan. These days, the Taliban have “invited” middle and high schools girls to get home back. By doing this, they broke the commitments made at the time of the withdrawal of Westerners from the country. Serious decisions were taken suddenly, but an the increasing repressive measures against women’s rights was to be expected. They had already been progressively excluded from many government posts, from university teaching, forced to travel outside the cities only if accompanied by a man of the family and forced to dress according the local strict rules. 

Taliban regime and women, worsening of social status

Protests are forcibly dissolved and domestic violence rose again. Since their return to power, the Taliban, under the threat of the suspension of international humanitarian aid, have promised a change of status for women. But the hard wing of the movement which has its center in Kandahar prevailed eventually. The ban on studying follows other humiliating restrictions, such as the one prohibiting the use of public toilets, which are essential for personal hygiene in a country where water is often lacking in private homes. In addition to physical and moral horrors, there are bans on practicing any kind of sport, listening to music and showing one’s face.

Violations of the rights of Afghan women, the international condemnation

Western public opinion, focused on the war in Ukraine, pays little room for the violation of the civil rights of women in Afghanistan, trying to make people forget the hasty flight of coalition troops from the country. The condemnations of the UN and UNESCO have rained heavily on the government of Kabul, but for the moment without concrete results. In addition, the extreme poverty of the country has fueled old bad practices such as the sale of child brides, or even their enslavement.

Despite all this, Afghan women abroad are organizing their own “resistance” to Taliban oppression, brilliantly arguing that the national tradition of their country has nothing to do with what is imposed on them today. And they proved it by posting on social networks like #DoNotTouchMyClothes or #AfghanistanCulture, photos showing the colorful traditional clothing of their mothers and grandmothers.


Le donne afgane ancora senza diritti

Ancora una volta l’Afghanistan viola i diritti delle donne. Mercoledì 23 marzo i talebani hanno “invitato” le ragazze che frequentano le scuole medie e superiori a tornare a casa, contravvenendo agli impegni presi al momento del ritiro degli occidentali dal Paese. La grave decisione, presa all’improvviso, non è giunta inattesa. C’era infatti da aspettarsi una intensificazione delle misure repressive nei confronti dei diritti delle donne. Queste erano già state escluse progressivamente da molti incarichi governativi, dall’insegnamento universitario. Ma anche costrette a viaggiare fuori dalle città solo se accompagnate da un uomo della famiglia. E obbligate a vestirsi secondo rigide regole dettate dall’alto.

Regime talebano e donne, peggioramento dello status sociale

Con la forza si sciolgono le manifestazioni di protesta, mentre  le violenze domestiche sulle donne afgane ricominciano a crescere. I talebani avevano promesso un cambiamento di status per le donne, sotto la minaccia della sospensione degli aiuti umanitari internazionali, fin dal loro ritorno al potere. Ma l’ala dura del movimento che ha il suo centro a Kandahar alla fine ha prevalso. Il divieto di studiare segue altre umilianti restrizioni, come quella che proibisce di frequentare i bagni pubblici, essenziali per l’igiene personale in un Paese in cui spesso manca l’acqua nelle abitazioni private. A orrori fisici e morali si aggiungono i divieti di praticare ogni tipo di sport, di ascoltare musica e di mostrare il proprio volto.

Violazioni dei diritti delle donne afgane, la condanna internazionale

L’opinione pubblica occidentale è concentrata sulla guerra in Ucraina. Così riserva poco spazio alla violazione dei diritti civili delle donne in Afghanistan, tentando di far dimenticare la precipitosa fuga dal Paese delle truppe della coalizione. L’Onu e l’Unesco hanno abbondantemente condannato il governo di Kabul, ma per il momento senza risultati tangibili. A ciò bisogna aggiungere il fatto che l’estrema povertà del Paese ha alimentato antiche pratiche come la vendita delle bambine spose. Fino ad arrivare alla schiavizzazione.

Malgrado tutto ciò le donne afghane all’estero stanno organizzando una loro “resistenza” all’oppressione talebana, argomentando brillantemente che la tradizione nazionale del proprio Paese nulla ha a che fare con quanto oggi viene loro imposto. E lo hanno dimostrato postando foto su social come #DoNotTouchMyClothes e #AfghanistanCulture. Immagini in cui mostrano il coloratissimo abbigliamento tradizionale delle loro madri e delle loro nonne.

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GIOVANNI CARUSELLI 216 Articoli
Collaboratore di case editrici italiane (Einaudi, Rizzoli, Vallardi, Diakronia, etc.) per testi di storia e filosofia. Autore di saggi, "Il Pci da Gramsci a Occhetto", "Cento anni di storia lombarda" (con altri), "La memoria e le notizie" (con altri).