Condannare la violenza, senza distrarsi dalle vere minacce alla democrazia

La cronaca

Fascismo. La cronaca è molto lontana. Ormai è pura storia. La storia si ripete? Certo, gira e rigira. Ma per correnti serpeggianti e silenti che solo a un certo punto, diciamo vicini alla partenza o svolta, mandano in avanscoperta i gruppuscoli. Scandalizza il fatto che si registrino rigurgiti evocativi? Fenomeno fisiologico. E non merita enfasi, ma tutte le relative condanne penali.

La storia

All’indomani della seconda guerra mondiale tutte le fazioni politiche, anche opposte tra loro, si ritrovarono nell’impegno antifascista, anche per il futuro. Ma i tempi cambiano, assieme a economia, coscienza sociale, ecc.  Quell’accanimento comprensibile da parte dei costituenti reduci da una guerra civile e testimoni o portavoce di massacri nei campi di concentramento nazisti o delle foibe si tramuta revisionisticamente in visione storica.

Nostalgici in casa

Né per questo sono da mettere nel dimenticatoio ciò che realmente sono stati. Ma, in regime democratico, si può avere persino il caso di qualcuno che vuole tenere appeso alla parete di casa propria la foto di Mussolini, di Hitler o di Stalin, unicamente perché per qualche verso lo hanno affascinato indipendentemente dalle violenze e massacri che hanno praticato e che lui ovviamente aborre o non ama.

Attacco alla CGL

Questo però a patto che questo tipo si astenga da desideri o pratiche di violenza. Nella fattispecie configurata, questo è da considerare un estremista di destra o di sinistra, che sia?. Questo equilibrio impone la storia e la memoria storica. E non c’è dubbio che quando si tratti di azioni programmate di violenza, specie contro apparati statalistici, come l’attacco di Forza Nuova alla sede romana della CGL, allora è opportuna, in aggiunta al lavoro della magistratura, la pacifica manifestazione di denuncia da parte dell’organismo offeso e delle forze politiche tutte.

Attenzione all’alta burocrazia

Piuttosto, siccome è vero che la storia si ripete, ogni tanto sarà utile verificare che non si stiano serpeggiando eventuali fili rossi all’interno di ogni settore di gestione della cosa pubblica. Perché è lì si costruiscono i ribaltamenti della democrazia.