Per qualcuno non andrà bene

Andrà tutto bene alla fine di questa pandemia?, foto a colori di bambini seduti per terra in area povera del mondo
Andrà tutto bene per davvero?

C’è qualcosa di terribilmente irrisorio per le popolazioni dei Paesi poveri del mondo che vanno incontro alla carestia, nei cartelli ottimisti in cui si legge «Andrà tutto bene».

Secondo Oxfam alla fine del 2020 da 6.000 a 12.000 persone al giorno potrebbero morire di fame per le conseguenze innescate dalla pandemia. Per loro poteva andare meglio.

Secondo il PAM (Programma alimentare mondiale), 270 milioni di persone nei prossimi cinque mesi saranno affette da grave denutrizione, con un incremento dell’82% rispetto al 2019. Perché queste informazioni non hanno spazio nei notiziari?

Fame di risorse

Secondo il rapporto Oxfam milioni di piccoli produttori si sono impoveriti fino all’estremo limite. Invece le grandi multinazionali del comparto alimentare hanno distribuito complessivamente 18 miliardi di dollari di dividendi ai propri azionisti. La pulizia della coscienza talvolta sembra una pratica molto facile.

In India e in Brasile il raccolto è andato in buona parte perduto per le difficoltà di spostamento dei lavoratori migranti, e per la quasi totale assenza di quel sostegno finanziario che era stato loro promesso.

Inutile parlare della condizione disperata in cui versano Paesi piagati dalle guerre per procura, come lo Yemen o la Siria.

Le donne, come al solito, pagano il prezzo più alto. Spesso incinte, discriminate nel reddito, adibite all’assistenza dei malati, devono anche occuparsi dei figli nel periodo di chiusura delle scuole. Si dovrebbe cancellare il debito dei Paesi poveri, ma non sembra essere la prima preoccupazione della comunità internazionale. Quasi nulla si fa per le economie locali e troppo si tace sull’appropriazione da parte delle grandi corporation delle risorse alimentari del pianeta.

Precarietà globale

La pandemia ha anche portato sotto gli occhi di tutti la condizione dei cosiddetti lavoratori informali, cioè a cottimo e in nero. Sono il 60% della forza lavoro planetaria, non godono di sussidi di disoccupazione o di altri aiuti d’emergenza messi a disposizione delle fasce deboli della popolazione.

Lo stesso per i migranti che con le loro rimesse facevano sopravvivere le famiglie. Nel 2019 si trattava di 554 miliardi di dollari, ma la Banca Mondiale prevede una contrazione del 20% di tali rimesse.

Dei 7,3 miliardi di dollari richiesti per attuare il Piano di risposta umanitaria globale al COVID-19 (GHRP) solo una percentuale inferiore al 20% è stata resa disponibile e poco utilizzata a causa delle restrizioni governative deliberate per frenare il contagio.

Sì, non sembra affatto che andrà tutto bene. Anzi, per qualcuno sta andando proprio male.

 

Informazioni su GIOVANNI CARUSELLI 72 Articoli
Collaboratore di case editrici italiane (Einaudi, Rizzoli, Vallardi, Diakronia, etc.) per testi di storia e filosofia. Autore di saggi, "Il Pci da Gramsci a Occhetto", "Cento anni di storia lombarda" (con altri), "La memoria e le notizie" (con altri).

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