Aggressioni, una lezione dalle notti di colonia e Milano

Aggressioni, una lezione dalle notti di colonia e Milano
La cattedrale di Colonia

Capodanno, violenze e aggressioni a Milano

A distanza di pochi giorni dalle famigerate violenze dello scorso Capodanno a Milano, il questore continuava a sostenere che non potevano essere paragonate a quello che era avvenuto a Colonia il 31 dicembre del 2015. In quell’occasione più di un centinaio di denunce vennero presentate.

A Milano alcune bande, almeno tre composte ognuna da una quarantina di persone provenienti da Torino e Lombardia, si sono organizzate nelle cosiddette “nuvole criminali”, imperversando per tutta la notte in piazza Duomo.  Protagonisti delle aggressioni figli di immigrati regolari e irregolari. Ci si immaginava che i quartieri intorno a piazza Selinunte fossero quelli dai quali molti dei giovani segnalati provenisse. Ma non era così semplice.

Le aggressioni, Milano come Colonia

I giornali tedeschi, molto più espliciti di quelli italiani, hanno subito paragonato la fine d’anno milanese alla notte di Colonia del 31 dicembre del 2015. In quella notte di fine anno avvennero più di un centinaio di aggressioni, con gruppi che si collegavano con smart phone per organizzare le violenze. Le segnalazioni si contarono in più di cento, ma la polizia, incredula, fece difficoltà al momento della presentazione delle denunce.

Tutto avvenne dopo il grande gesto di Angela Merkel con il nulla osta all’entrata in Germania di un milione di profughi prevalentemente siriani che fuggivano dalle guerre civili in Medio Oriente e che premevano nei Balcani. Quello che successe fece diventare i tedeschi molto più prudenti. Scomparvero le ragazze che accoglievano i migranti nelle stazioni ferroviarie sulle banchine con i fiori e AFD allargò i consensi in modo vorticoso.

La sicurezza, questione delicata

Per il sindaco di Milano, per le ONG e la Caritas è stato un brusco risveglio. Una ferita sull’immagine della città ma anche l’inizio di una discussione realistica sulle reali capacità di integrazione di Milano.

Sono state chieste le dimissioni dell’assessore alla Sicurezza Marco Granelli e anche approvato un piano immediato per l’assunzione di 500 addetti alla polizia locale. Inoltre, le 1945 telecamere di sicurezza saranno aumentate di almeno un terzo. Per ora le responsabilità della situazione di fragile ordine pubblico vengono attribuite anche alle conseguenze sociali della pandemia. La polizia locale è in uno stato precario: non è solo questione dell’età media, oltre i 50 anni, ma anche del fatto che un mezzo migliaio dei poliziotti in forza sono in “servizio condizionato” causa stato psicofisico. Quindi non compaiono mai in strada.

La carenza pubblica, l’efficienza privata

Che la qualità dell’ordine pubblico sia meno che ottimale sta a dimostrarlo il fatto che l’Università Bocconi si sia trovata costretta a organizzare un servizio di minibus per accompagnare gli studenti tra biblioteca e residences onde evitare l’attraversamento del Parco Ravizza molto pericoloso di notte. “Ora noi assumiamo 500 vigili ma è impensabile che senza maggiori risorse anche delle forze di polizia si possa gestire un momento così critico”, dice Sala e non lascia dubbi su difficoltà per niente passeggere.

 

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