Col tempo sapremo dei postumi del Covid

Il trattamento medico dei pazienti infetti dal virus COVID19 è stato una cosa lunga e difficile per gli specialisti di tutto il mondo. Le strategie terapeutiche sono sempre più precise (in alcuni paesi sta diminuendo la percentuale di decessi) anche in relazione alle dinamiche della funzione del virus. Ma ora che possiamo considerare le cose con maggiore attenzione, notiamo che le autopsie delle vittime mostrano quanto assai particolare sia il virus. Cosa più importante, anche a proposito della durata dei suoi effetti.

Essendo un coronavirus, non è stata una sorpresa che i casi gravi abbiano mostrato sintomi di polmonite. La polmonite normale si trova in uno o entrambi i polmoni, ma in regioni specifiche, invece il COVID19 causa l’infiammazione degli alveoli in entrambi i polmoni. In primo luogo, questo avrebbe spiegato anche il cedimento degli organi dei pazienti in stato critico, e così la mancanza di ossigeno avrebbe provocato stress sui reni e sul fegato.

Tuttavia, nelle autopsie, fegati e reni hanno rilevato una coagulazione del sangue di massa. Il virus pare abbia infettato cellule specifiche del corpo causando la massa di coaguli di sangue. Queste “cellule della coagulazione” generalmente non si trovano in questi organi, o almeno non a livelli così elevati. Il virus infetta oltre il sistema polmonare e viaggia all’interno del corpo.

Infatti, è stato identificato in molte regioni del corpo: i reni, il fegato, l’intestino, la milza, le cellule endoteliali dei vasi sanguigni, il cuore e persino in alcune parti del cervello. Il virus COVID19 è molto più del comune raffreddore e dell’influenza.

Questi risultati sono fondamentali per spiegare la gravità di questa pandemia: la pandemia avrà effetti di lunga durata su coloro che si sono ripresi. L’idea che sia una “malattia delle persone anziane” è proprio lontana dalla verità. Chiunque sia infettato, giovane o anziano, potrebbe subire danni nei propri organi e complicazioni future e richiedere tempi lunghi di guarigione. Non è ancora noto se coloro che hanno subito danni agli organi avranno un totale recupero.

Sembra che tra le conseguenze importanti dell’infezione da COVID19, indipendentemente dall’età, ci siano problemi neurologici. Un sintomo comune è la perdita del gusto e dell’olfatto (con tempi di recupero da brevi a lunghi), seguito da mancanza di energia, depressione, ansia ecc. Tuttavia, anche se il virus è stato trovato in campioni di tessuto del cervello, nessun danno neurologico diretto è stato rintracciato nelle autopsie. Forse la carenza di ossigeno è una causa, ma, qualunque sia la ragione, il tasso di recupero dei sintomi neurologici è ancora sconosciuto, siamo agli inizi.

Uno dei risultati più allarmanti è uno studio francese che aveva registrato undici casi confermati di reinfezione, ovvero di persone che avevano contratto la malattia virale per la seconda volta.

Essendo un coronavirus, ci si aspetterebbe che il corpo sviluppi immunità. Per alcuni, non pare sia così. Qualunque sia la ragione, il virus è più pericoloso di quanto si pensasse. Magari causa più morti negli anziani, ma sta causando conseguenze a lungo termine per il resto. Tutto ciò che possiamo fare è mantenere le distanze sociali, metterci in quarantena quando siamo malati e indossare la maschera in pubblico.

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Microbiologico, consulente, cofondatore e responsabile Ricerca e Sviluppo di House of Probiotics, scienziato, sviluppatore di prodotti, ad esempio nel campo agricolo e alimentare. In Italia dal 2018 provenendo dal Sud Africa dove è nato e ha conseguito la laurea magistrale in Microbiologia e Biotecnologia.