Blindspot, la recensione mnemonica

Un borsone pieno di enigmi.

In mezzo alla più famosa piazza di New York, da un borsone abbandonato esce una ragazza povera nell’abbigliamento ma ricca di tatuaggi che sono presagi di eventi futuri di origine incerta. All’FBI la ragazza trova la sua nuova casa.

Indagini classiche con una manciata di mistero.

Immancabili almeno un centinaio di morti ammazzati ad ogni puntata (e calcolando 5 stagioni non sono pochi). Bombe da disinnescare, attacchi hacker e terroristi internazionali. Il tutto condito da una situazione ai confini della realtà.

Dal gancio iniziale alla morale finale.

L’incipit di sicura presa viene via via diluito attraverso decine di casi, rivolgimenti di trama e tradimenti inaspettati. Forse i buoni sono in realtà corrotti e i cattivi appaiono così un po’ meno cattivi.
La morale si fa sempre più evidente. Tutti quelli che partono per una crociata credono di combattere per la giusta causa e nel farlo disseminano il mondo di cadaveri.
FABIO FOLLA 116 Articoli
Illustratore, grafico, storyteller, sperimentatore del web, docente di Storia dell’Arte e Disegno, insegna inoltre alla Scuola di Arti applicate del Castello Sforzesco di Milano e tiene un corso di Computer Game all’Accademia di Brera. Ha esposto in varie collettive.