Writing the picture – Scrivere l’immagine

l'immagine mostra un foglio di carta piegato infilato tra le assi di legno di una panchina. Sul foglio è disegnato un cuore con acquarello rosa ed alcune scritte

A preview from the forthcoming book AA.VV., Arte e Scrittura, ‘Dionysos’ n. 11, Ed. Tabula fati, Chieti 2021.

Painting is a silent poem and poetry is a blind painting (Leonardo da Vinci)

The tendency of the word to visualize itself is characterized a linguistic-mental “contamination”, with the following result: images to read and words to look at. Writing their, since the birth’s moments, is something more to see than to read. The traces that primitive man leave through their fingertips on the cave walls mean presence and knowledge of their own existence. Abstract signs and images are modelled bit by bit until they are turn into real pictograms…

From the blank page to the futurist extroverted word

The impotence of a certain type of literature, in which the word is no longer sovereign, wanting to communicate with other languages, appears in the culture of the late nineteenth century by Stéphane Mallarmé in his blank page. In the twentieth century, the historical avant-gardes followed this path, including Futurism. Marinetti’s movement must be considered a necessary reference for subsequent Italian verb-visual poetics. The interest in extroverting the word is indisputable as far as the expression’s field is concerned. This can also be read in the Futurist manifestos.

Donating Love

Today a spontaneous tendency to mark walls, urban and interior furnishings through matching words and images is spreading. This happens through love’s impulses, and the love is profane, mystical, based on social or natural sharing. This drive can also be related to paper supports. The Body Writer tends to expand with unpredictable geo-body-graphs tied to the Donated Love that becomes Art.

The sheet of a text-desire, abandoned or displayed on walls, doors, benches, could intend to meet our gaze …


Scrivere l’immagine

Anticipazione del contributo del saggista al volume di prossima pubblicazione AA.VV., Arte e Scrittura, ‘Dionysos’ n. 11, Ed. Tabula fati, Chieti 2021 

“La pittura è una poesia muta e la poesia è una pittura cieca” (Leonardo da Vinci)

La vocazione della parola a visualizzarsi ha come elemento caratterizzante quello della “contaminazione” linguistico-mentale, creando immagini da leggere e parole da guardare. La scrittura stessa, nel suo momento di nascita, costituisce un qualcosa più da vedere che da leggere. Le tracce che l’uomo primitivo segna, con la punta delle dita sulle pareti della caverna, sono orme di presenza e conoscenza del proprio esistere. Segni astratti e immagini si formalizzano sempre di più: fino a trasformarsi in veri e propri pittogrammi.

Esempi di visualizzazione della scrittura hanno un’origine antica che ha il tempo dell’uomo: i geroglifici egiziani di Saqqarah; i calligrammi dei poeti alessandrini (la poesia in forma di zampogna del siracusano Teocrito; L’uovo di Simia di Rodi; ecc.); le tabulae dei romani; la bibla pauperum; ecc.

Dalla pagina bianca alla parola estroversa futurista

L’impotenza di un certo tipo di letteratura, in cui la parola non è più sovrana, volendo colloquiare con gli altri linguaggi, è intuita nella cultura di fine Ottocento da Stephane Mallarmé con la pagina bianca. Su questo percorso s’inseriscono, nel Novecento, le avanguardie storiche, tra cui il Futurismo che deve essere considerato, per le successive poetiche verbo-visive italiane, un riferimento obbligato. L’interesse verso l’estroversione della parola è indiscutibile nella sua espressione, leggibile anche nei manifesti.

L’esigenza di una poesia totale è rintracciabile nel manifesto de La cinematografia futurista (1916): “Esso sarà insomma pittura, architettura, scultura, parole in libertà, musica di colori, linee e forme, accozzo di oggetti e realtà caotizzata. (…) Metteremo in moto le parole in libertà che rompono i limiti della letteratura marciando verso la pittura, la musica, l’arte dei rumori e gettando un meraviglioso ponte tra la parola e l’oggetto reale”.

Le parole in libertà, pur rappresentando il primo passo di uscita dall’ortodossia lineare della scrittura, costituiscono il trampolino di lancio verso le successive tavole parolibere.

Il viaggio pulsionale della scrittura-immagine si disperde nell’attualità, sempre di più, nelle pagine interiori dell’essere e negli ambienti del quotidiano, ascoltando talvolta la bellezza della propria azione: come nel Futurismo. Segnalo questo percorso nella mia relazione alla giornata di studi Abstracta, a Roma (Museo Macro) nel 2018, che ha appunto come indicazione: da Balla alla Street Art.

Donazione d’Amore

Una scritta su un muro mi ha indotto a riflettere: “L’altro da me è il filo che ho perso e che mi permette di ritrovarmi”. Le scritture del desiderio e del pensiero poetico vivono ovunque. Tendono naturalmente al “fuoripagina”, in quanto tutto è disponibile a divenire segno e graffito. Le loro estreme seduzioni inducono l’autore a divenire un “amante artista” nelle erranze della propria esistenza-espressione. Oggi si sta diffondendo la vocazione spontanea dell’essere a segnare muri, arredi urbani e naturali con collegamenti di parole-immagini, attraverso pulsioni d’amore: profano, mistico, di condivisione sociale o naturale. Queste possono entrare in relazione anche con supporti di carta. Il Body Writer tende a espandersi con imprevedibili geo-corpo-grafie di Donazione d’Amore che diviene Arte.

Il foglio di un testo-desiderio, abbandonato o esposto ­– su muri, portoni, panchine –, può voler incontrare il nostro sguardo…

 

VITALDO CONTE 29 Articoli
Teorico e storico dell’arte, scrittore, poeta e docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Roma e a contratto all’Università di Catania. Artista e performer, ha curato mostre ed eventi in Italia e all’estero.