L’asfalto inquinante

L'immagine è una foto che ritrae l'enorme ciminiera di una centrale in un cielo terso. La ciminiera è ripresa a livello del terreno, occupato da un asfalto di cui si vedono le crepe e le asperità in maniera ravvicinata

Il mondo è inondato da un labirinto di strade e molte di queste sono pavimentate con asfalto. Le strade asfaltate sono l’ancora di salvezza delle economie e delle infrastrutture in via di sviluppo, ma nuove ricerche rivelano che l’asfalto potrebbe dare un grosso contributo all’inquinamento dell’aria.

Non c’è niente di meglio che guidare su una strada asfaltata di fresco. Personalmente, mi risulta piacevole persino il suo forte odore penetrante, davvero non ci ho mai pensato due volte.

Eppure, se ci riflettiamo, l’asfalto non sembra affatto un materiale con qualità che gli permettano di durare a lungo. Non regge la prova del tempo. Innanzitutto si scolorisce, poi si deteriora, si frattura e facilmente vi si formano buche. Ed è pure fin troppo il denaro che viene speso per ripavimentare le strade.

Se mettiamo da parte il comfort, riusciamo persino ad accorgerci delle strade costruite dagli antichi romani: ebbene, sono quasi intatte. Se oggi smettessimo di pavimentare le strade, non penso che sarebbero molte le strade che rimarrebbero integre nei prossimi 100 anni. Ciò che è stato osservato è che l’asfalto si degrada e lo fa molto velocemente. Lo sapevate che versare benzina sull’asfalto può portare al suo dissolvimento o comunque all’aumento del suo grado di deterioramento?

L’asfalto viene derivato dal petrolio grezzo. Come la benzina o il diesel, esso emette gas volatili, specialmente durante la pavimentazione, quando la temperatura supera i 140° C. Ma un recente studio (riassunto in Science) ha dimostrato che le emissioni persistono, specialmente durante le calde giornate estive.

Si tratta di emissioni pericolose che possono essere considerate come agenti inquinanti dell’aria? La risposta è sì, le emissioni da strade asfaltate sono inquinamento atmosferico da particolato, proprio come quelle provenienti da automobili e camion.

Questo studio mi ha indotto a pensare che in fatto di costruzione di strade abbiamo forse trascurato il quadro generale. Per ragioni di comodità abbiamo forse dimenticato che sarebbe meglio usare materiali con un più basso costo di manutenzione, con una maggiore resistenza al passar del tempo e rispettosi dell’ambiente. E’possibile? E quando le riserve di petrolio si asciugheranno, cosa useremo per pavimentare le nostre strade?

LORENZO GIOVANELLI 27 Articoli
Microbiologico, consulente, cofondatore e responsabile Ricerca e Sviluppo di House of Probiotics, scienziato, sviluppatore di prodotti, ad esempio nel campo agricolo e alimentare. In Italia dal 2018 provenendo dal Sud Africa dove è nato e ha conseguito la laurea magistrale in Microbiologia e Biotecnologia.

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