Legion, la recensione apparente

Suicide squad 2, la recensione suicida - The suicidal review

Una serie su Legion su Disney+ potrebbe farvi girare la testa, ma in senso positivo. Ogni inquadratura potrebbe cambiare direzione alla storia, ogni porta può nascondere un’altra realtà in questa miniserie Marvel, ogni immagine potrebbe essere un’illusione e ogni sguardo potrebbe svelare una menzogna. I buoni diventano d’un tratto i peggiori nemici di se stessi e i cattivi sembrano l’unica speranza di salvezza per l’umanità.
Scelte visive degne di videoclip musicali, trovate fanta-oniriche e disinvolte concatenazioni temporali che movimentano con andamento sincopato la vita di David, potente telepate telecinetico e capace di teletrasporto. E poi la sua ragazza, affetta da scambio di corpi involontario e tanti altri sfiziosi personaggi, compreso la nemesi Faruk e la sezione 3, una agenzia paragovernativa farcita di comparse in tenuta militare pronte a farsi disintegrare senza emettere un lamento.

Tra apparenze e scombussolamenti temporali la trama regala momenti di grottesco divertimento, stati allucinatori e dilemmi morali di buona qualità.
Non sappiamo come questa storia si innesti nell’ attuale multiverso Marvel ma si rivela ricco di rimandi e citazioni di altre narrazioni. Il personaggio “Legione” dei fumetti, figlio del famoso Charles Xavier e affetto da personalità multiple, segue vicende molto diverse da quelle di questa serie.

L’uso della musica e delle idee meta cinematografiche è notevole. sperimentale in molti versi è un prodotto di certo originale che usa gli effetti speciali per uno scopo quasi poetico.

Vista con gli occhi della mente, la realtà perde la sua solidità. Diventa un luogo di possibilità  di elaborazione infinite. di infinite re-interpretazioni di cosa è bene e cosa è male. Così, in questa serie, si perde facilmente l’orientamento.
Solo alla fine la forma ritrova una definizione.

 


 

Legion, the apparent review

 

 

A series on Legion on Disney+ might make you dizzy but in a good way.

In this marvel miniseries, each shot could change the direction of the story, each door could hide another reality, each image could be an illusion and each glance could reveal a lie. The good suddenly become their own worst enemies and the bad seem the only hope to save humanity.

Visual choices worthy of music videos. You will find dreamlike fantasies and casual temporal concatenations that move the life of David, a powerful telekinetic telepath and capable of teleportation, his girlfriend, suffering from involuntary exchange of bodies and other extravagant characters, including Faruk, the nemesis and section 3 with a syncopated trend, a para-government agency stuffed with extras in military clothing ready to be disintegrated without uttering a complaint.

Between appearances and temporal disruptions, the plot offers moments of grotesque fun, hallucinatory states, and moral dilemmas of good quality.

We do not know how this story fits into the current Marvel multi-universe, but it turns out to be full of references and citations to other narratives as well. The “Legion” character of the comics, son of the famous Charles Xavier and suffering from multiple personalities, follows very different events from those of this series.

The use of music and cinematic meta ideas is remarkable. It certainly an original product, experimental in many ways, that uses special effects for an almost poetic purpose.

Seen with the mind’s eye, reality loses its solidity. Become a place of infinite processing possibilities of infinite re-interpretations of what is good and what is bad. Thus, in this series, orientation is easily lost.

Only at the end the form does find a definition.

 

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FABIO FOLLA 93 Articoli
Illustratore, grafico, storyteller, sperimentatore del web, docente di Storia dell’Arte e Disegno, insegna inoltre alla Scuola di Arti applicate del Castello Sforzesco di Milano e tiene un corso di Computer Game all’Accademia di Brera. Ha esposto in varie collettive.